Solo dal vivo

SOLO DAL VIVO

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Les gens comme moi commencent à batailler tous seuls avec une guitare. Jusqu’à ce que le bois en perde son vernis et que les doigts se creusent de cordes. Les tuyaux d’un ami sont les bienvenus, mais ce qui compte c’est une vocation obstinée à l’apprivoisement de quelque chose que tu sens anarchique et sauvage. Puis la fatigue solitaire devient une frontière : si tu la traverses, tu restes en proie à une maladie de chansons. C’est ce qui m’est arrivé et c’est peut-être ce qui devait arriver, avec la guitare comme accompagnement et compagnie.

Et j’aurais joué et chanté quoi qu’il arrive. Avec ou sans disques, avec ou sans public. C’est pourquoi, je n’éprouve aucune angoisse lors des concerts, je me dis que c’est une rencontre à honorer. Des gens qui sortent de chez eux exprès, certains par hasard, et qui ne doivent pas le regretter.

Ainsi avons-nous décidé, Paola et moi, de laisser une trace d’un jour de mai à Rome, de quelques amis et de gens qui viennent comme à un rendez-vous.

Gianmaria Testa

Estratti musicali e testi:

Gianmaria Testa


"Solo dal vivo"


November 12th 2009



Produzioni Fuorivia / Egea / Harmonia Mundi


CD


#TitoloLength
1“Ladies and gentelmen” [play]0:31
2LA NAVE [play] [lyrics]

LA NAVE

[cincopa A8OAySbD-RuC]
Che bella luna
Io me ne vado però
cercando sull'arena
che cosa non lo so
Perchè così lontana
la nave e i sogni la
mia stella brutta e buona
uccidimi o falla turnà
uccidimi o falla turnà

Stella, stella, stella
1:33
3DENTRO LA TASCA DI UN QUALUNQUE MATTINO [play] [video] [lyrics]

DENTRO LA TASCA DI UN QUALUNQUE MATTINO

[cincopa AEFAuS7F-9hD]
Dentro la tasca di un qualunque mattino
dentro la tasca ti porterei
nel fazzoletto di cotone e profumo
nel fazzoletto ti nasconderei

Dentro la tasca di un qualunque mattino
dentro la tasca ti nasconderei
e con la mano, che non veda nessuno
e con la mano ti accarezzerei

Salirà il sole del mezzogiorno
passerà alto sopra di noi
fino alla tasca del pomeriggio
ti porto ancora
se ancora mi vuoi

Salirà il sole del mezzogiorno
e passerà alto, molto sopra di noi
fino alla tasca del pomeriggio
dall'altra tasca ti porto
se vuoi

Dentro la tasca di un qualunque mattino
dentro la tasca ti porterei
col fazzoletto di seta e profumo
col fazzoletto ti coprirei

Dentro la tasca di un qualunque mattino
dentro la tasca ti nasconderei
e con la mano, che non veda nessuno
e con la mano ti accarezzerei
e con la mano, che non veda nessuno
con questa mano ti saluterei.
2:51
4IL VALZER DI UN GIORNO [play] [lyrics]

IL VALZER DI UN GIORNO

[cincopa A4FAhTrs-FRE]
Tutto è già qui
anche se non si vede
tutto è già qui
nascosto tra le pieghe
e se ci stupirà
sarà soltanto come
come certe novità che sapevamo già

Tutto è già qui
l'adesso e l'indomani
tutto è già qui
i torti, le ragioni
le grandi verità
e le speranze vuote
la voce che non sa per chi si spenderà

Ma oggi che era un giorno come tanti
hai preso le mie mani
e poi le hai messe sui miei fianchi
e io che ballare non l'ho fatto proprio mai
mi sono perduto in un valzer
che gira per noi

Tutto è già qui
nell'ombra delle cose
l'amore che verrà
le partenze e poi le attese
tutto è già qui
anche se non si vede
tutto è già qui e non si lascia dire

Ma oggi che era un giorno come tanti
hai preso le mie mani
e poi le hai messe sui tuoi fianchi
e io che ballare non l'ho fatto proprio mai
mi sono perduto in un valzer
che gira per noi.
4:16
5UN AEROPLANO A VELA [play] [lyrics]

UN AEROPLANO A VELA

[cincopa AUHAjQL8-Z7E]
Un transatlantico di carta ti regalerò
quando dovrai partire
e un capitano con le mani lo navigherà
da questo ad un altro mare
un transatlantico di carta ti regalerò
e un aeroplano a vela
ed un pilota con gli occhiali lo piloterà
da questo a un altro cielo

E un canarino canterino addomesticherò
per le giornate scure
di quando il mare e il cielo dicono di no
e non si può viaggiare

Una bandiera senza segni ti regalerò
quando dovrai partire
e il vento forte di levante la sventolerà
che si potrà vedere
una bandiera senza segni ti regalerò
e una clessidra d'oro
quando la sabbia del deserto la trascorrerà
ti potrai riposare

E un canarino canterino addomesticherò
per le giornate scure
di quando il vento e il tempo dicono di no
e non si può tornare
3:20
6PICCOLI FIUMI [play] [lyrics]

PICCOLI FIUMI

[cincopa AcEA0RLx-Z3F]
Ah certi piccoli fiumi di bassa pianura
che arrivano dritti nel mare
e chissà se si accorgon di niente
o si lasciano semplicemente arrivare
assomigliano a certe tristezze
che senza preavviso
allagano i laghi del cuore
e alla solita acqua ci mischiano un'acqua
che arriva da non si sa dove

E ti ho incontrata sperduta
che non c'era più niente da dire
neanche l'ombra di un mezzo saluto
in quegli occhi che pure
mi avevan guardato guardare
non importa quanto tempo è passato
ce ne siamo lasciate noi due
di tracce sul cuore
che nessuna tristezza dovrebbe da sola
dovrebbe poter cancellare

E son ritornato qui
in verità,
per contraddirti
e non mi allontanerà questo silenzio
e la distanza di una giacca abbottonata
sono tornato qui
perché si fa di rincontrarsi
e non mi scoraggerà
nemmeno il vuoto
che ci piglia e che non ci fa più meraviglia
sono tornato qui perché…
certi piccoli fiumi di bassa pianura
che arrivano dritti nel mare
io lo so, non si accorgon di niente
ma si lasciano semplicemente
arrivare.
2:48
7COMETE [play] [lyrics]

COMETE

[cincopa AABAYR7hGqgk]
Faccia attenzione signore
c'é una luna che cade stasera
e ci potrebbe colpire
o quantomeno scavare una buca profonda
così larga e profonda
da non poterci passare
Se alza gli occhi signore
fra una nuvola e l'altra
sotto l'ultima stella del carro
si dovrebbe vedere
che si stacca dal nero di pece
e veloce incomincia a cadere
E se restiamo in silenzio, fra poco
dovremmo sentirne il rumore
sul frastuono di passi e vetrine
come un lungo richiamo
il rumore

Lei sorride signore
ma io certe notti ne ho viste anche cinque
di lune cadere
scintillanti più dei fuochi d'agosto
sradicare foreste
o ribollire nel mare
e di altre ancora ho sentito soltanto parlare
da gente distratta alle cose di sempre
ma molto più attenta alle cose del cielo
di me

Lei capisce signore
una luna che cade
non é un fatto da potersi tacere
che trasforma una notte qualunque in un sogno
e in un grido
questo nostro parlare
se soltanto mi stesse a sentire
se soltanto un minuto
senza chiudere gli occhi
rimanesse anche lei qui con me, adesso
a guardare

Perché c'é una luna che cade stasera
attenzione signore ci potrebbe colpire
o quantomeno scavare una buca profonda
ma così larga e profonda
da non poterla
da soli
passare
3:26
8SEMINATORI DI GRANO [play] [lyrics]

SEMINATORI DI GRANO

[cincopa AABAoTrOGC6l]
Seminatori di grano
sono arrivati che faceva giorno
uomini e donne all’altipiano
col passo lento, silenzioso, accorto
dei seminatori di grano
e hanno cercato quello che non c’era
fra la discarica e la ferrovia
e hanno cercato quello che non c’era
dietro i binocoli della polizia
e hanno piegato le mani e gli occhi al vento
prima di andare via
fino alla strada e con la notte intorno
sono arrivati dall’altipiano
uomini e donne con lo sguardo assorto
dei seminatori di grano
e hanno lasciato quello che non c’era
alla discarica e alla ferrovia
e hanno lasciato quello che non c’era
agli occhi liquidi della polizia
e hanno disteso le mani contro il vento
che li portava via
3:17
9FORSE QUALCUNO DOMANI [play] [lyrics]

FORSE QUALCUNO DOMANI

[cincopa AgLA4R7rGCon]
forse qualcuno domani
dimenticherà
alla porta di casa una luce
dimenticherà
accesa alla notte
e accesa anche al giorno che arriva
accesa alla notte
e inutile al giorno che passa
che una luce di giorno
è accesa soltanto a chi guarda

forse qualcuno domani
dimenticherà
alla porta di casa una voce
dimenticherà
che parla alla notte
e parla anche al giorno che arriva
che parla alla notte
e il giorno che passa confonde
che una voce di giorno si spegne
se nessuno risponde

forse qualcuno domani
dimenticherà
alla porta di casa il suo nome
dimenticherà
perduto alla notte
e perduto anche al giorno che arriva
perduto alla notte
e al giorno che passa e consuma
perché un nome è perduto per sempre
se nessuno lo chiama
5:28
10UNA BARCA SCURA [play] [lyrics]

UNA BARCA SCURA

[cincopa AADAqQrEGugo]
in fondo al mare
canta una sirena
tutta la notte canta
e canta piano
per chi la vuol sentir
si sente appena
in fondo al mare
canta una sirena

e in mezzo al mare va
una barca scura
che ha perso il vento
perso alla sua vela
e chi la sta a aspettar
l’aspetta ancora
in mezzo al mare va
una barca scura

e in fondo al mare
in fondo al mar profondo
ci lascio il canto mio
che non consola
per chi è partito
e si è perduto al mondo
in fondo al mare
in fondo al mar profondo
3:14
11POLVERE DI GESSO [play] [lyrics]

POLVERE DI GESSO

[cincopa A4FAkT7dGa_p]
Io ogni mattina ascolto l'alba
e la sera il tramonto
e tutto il rumore che fa
e poi per ogni giorno che passa
faccio un segno su un muro
di questa città
perché non é il tempo che mi manca
e nemmeno l'età
Io ogni mattina quando parto
lascio aperta la mia porta
se qualcuno verrà
e poi metto polvere di gesso
sul pavimento di casa
per i passi che farà
perché quando c'é una porta aperta
di sicuro prima o dopo si sa

Io ogni sera quando torno
lascio delle tracce bianche
sulla polvere che sa
che qui non ci viene mai nessuno
e nemmeno per oggi
non ci sono novità
e poi richiudo la mia porta
per la notte e per il freddo che ci fa

Io ogni mattina ascolto l'alba
e la sera il tramonto
e tutto il rumore che fa
e poi per ogni giorno che passa
graffio un pezzo di muro
di questa città
perché non é il tempo che mi manca
e nemmeno l'età
4:34
12IL PASSO E L’INCANTO [play] [lyrics]

IL PASSO E L’INCANTO

[cincopa AUGA1Q7RGKbt]
di certi posti guardo soltanto il mare
il mare scuro che non si scandaglia
il mare e la terra che prima o poi ci piglia
e lascio la strada agli altri, lascio l’andare
e agli altri un parlare che non mi assomiglia

ma sono già stato qui
forse in un altro incanto
sono già stato qui
mi riconosco il passo

il passo di chi è partito per non ritornare
e si guarda i piedi e la strada bianca
la strada e i piedi che tanto il resto manca
e dietro neanche un saluto da dimenticare
dietro soltanto il cielo agli occhi e basta

ma sono già stato qui
in qualche altro incanto
sono già stato qui
e misuravo il passo

ch’è meglio non far rumore quando si arriva
forestieri al caso di un’altra sponda
stranieri al chiuso di un’altra sponda
dal mare che ti rovescia come una deriva
dal mare severo che si pulisce l’onda

e sono venuto qui
tornando sul mio passo
sono venuto qui
a ritrovar l’incanto

l’incanto in quegli occhi neri di sabbia e sale
occhi negati alla paura e al pianto
occhi dischiusi come per me soltanto
rifugio al delirio freddo dell’attraversare
occhi che ancora mi sento accanto

ci siamo perduti qui
rubati dell’incanto
ci hanno divisi qui
e non ritrovo il passo

di certi posti guardo soltanto il mare
il mare scuro che non si scandaglia
il mare e la terra che prima o poi ci piglia
e lascio la strada agli altri, lascio l’andare
e agli altri un parlare che non mi assomiglia
questo parlare che non mi assomiglia
6:17
133/4 [play] [lyrics]

3/4

[cincopa AUCA5SbpGm4u]
volevo tenere per te
la luna del pomeriggio
volevo tenerla per te
perché è sola
com’è solo il coraggio
volevo tenere per te
la luce di quando fa giorno
volevo che fosse per te
anche l’attesa che diventa ritorno
volevo tenere per te
la più vera di tutte le rose
volevo tenerla per te
come tutte le cose

volevo tenere per te
una sola di tante stagioni
ma volevo tenerla per te
per te sola e tutti gli altri di fuori
volevo che fosse per te
anche l’ultimo fiato sospeso
volevo tenerlo per te
questo fuoco ch’è acceso

volevo tenere per te
la luna del pomeriggio
volevo tenerla per te
perché è sola
com’è solo il coraggio
volevo tenere per te
la più vera fra tutte le rose
volevo tenerla per te
come tutte le cose
4:13
14AL MERCATO DI PORTA PALAZZO [play] [lyrics]

AL MERCATO DI PORTA PALAZZO

[cincopa AcNAwQbbGSYv]
al mercato di porta palazzo
fanno la fila fanno la fila
le femmine da ragazzo
fanno la fila fanno l’andazzo
e si lasciano indovinare
sotto le gonne sotto le gonne
e si lasciano indovinare
sotto le gonne le gonne nere

e sopra il molo del caricamento
fanno la coda fanno la coda
gli uomini da bastone
fanno la coda sul cemento
e si lasciano perquisire
sotto le giacche sotto le giacche
e si lasciano perquisire
sotto le giacche da ricucire

ma una mattina di luna d’inverno
e c’era la neve e c’era la neve
nella piazza succede un inferno
e tutti a chiedersi come e dove
dalla coda del caricamento
qualcuno grida qualcuno grida
e nella piazza di porta palazzo
fra le ragazze si rompe la fila

e ce n’è una sdraiata per terra
sopra la neve che svapora
ce n’è una sdraiata per terra
e tutte le altre le fanno corona
e alle sette e quarantacinque
era già nato era già fuori
alle sette e quarantacinque
l’hanno posato sul banco dei fiori

mi favoriscano un documento
dice la guardia appena che arriva
trafelata dal caricamento
per vedere che succedeva
favoriscano un documento
e anche qualcosa da dichiarare
questo è un caso di sgravidamento
sul suolo pubblico comunale

ma documenti non ce ne sono
e neanche qualcuno che dica niente
solo la gente che tira e che stringe
intorno ai garofani e alle gardenie
documenti non ce ne sono
e quasi più niente da documentare
solo che un giorno di luna d’inverno
tutta la piazza ha voluto il suo fiore

torna la coda dal caricamento
torna le fila torna l’andazzo
degli uomini da bastone
e delle femmine da ragazzo
che si lasciano perquisire
sotto le giacche sotto le giacche
che si lasciano indovinare
sotto le gonne le gonne nere
2:48
15RITALS [play] [lyrics]

RITALS

[cincopa AENAsSLMGy1v]
eppure lo sapevamo anche noi
l’odore delle stive
l’amaro del partire
lo sapevamo anche noi
e una lingua da disimparare
e un’altra da imparare in fretta
prima della bicicletta
lo sapevamo anche noi
e la nebbia di fiato alle vetrine
il tiepido del pane
e l’onta di un rifiuto
lo sapevamo anche noi
questo guardare muto

E sapevamo la pazienza
di chi non si può fermare
e la santa carità
del santo regalare
lo sapevamo anche noi
il colore dell’offesa
e un abitare magro e magro
che non diventa casa
e la nebbia di fiato alle vetrine
e il tiepido del pane
e l’onta del rifiuto
lo sapevamo anche noi
questo guardare muto
4:46
16LA NOSTRA CITTA’ [play] [lyrics]

LA NOSTRA CITTA’

[cincopa AwPA5WLLBZLn]
è
la nostra città
una città piccola
e non ci passano i tram
ma
ci passa il fiume
e sopra il fiume le foglie
e sopra le foglie il sole
che di novembre è un attimo
come di ferro lucido
delle città importanti
dove ci passano
i tram
2:10
17SEI LA CONCHIGLIA [play] [lyrics]

SEI LA CONCHIGLIA

[cincopa AEEAuS7fGC5z]
Sei la conchiglia
della battigia
che prende il sole
e prende l’onda
e prende il mare
e prende il largo
e si rivolta

E torna a riva
di un’altra spiaggia
e torna al sole
e torna all’onda
e torna al mare
e torna al largo
e prende il largo

Sei la conchiglia
di acqua e sale
che annega il sogno
di riposare
e lascia un pianto
che non si asciuga
e va nel mare

Sei la conchiglia
della battigia
che prende il sole
e prende l’onda
e prende il mare
e prende il largo
e torna al largo
2:30
18AVREI VOLUTO BACIARTI [play] [lyrics]

AVREI VOLUTO BACIARTI

[cincopa AUMA5TrpG2q0]
avrei voluto baciarti
con la forza del vento
urlarti che t'amo

con un filo di voce
ti salutai
come si saluta il panettiere
0:55
19GLI AMANTI DI ROMA [play] [lyrics]

GLI AMANTI DI ROMA

[cincopa AYKAGQb_Giv1]
Sui ponti di Roma gli amanti son tanti
ma quanti, nessuno lo sa
e parlano e ridono
ridono e toccano
e guardano l'acqua che va
Non fa niente se piove o c'è il sole
non gl'importa del tempo che fa
gli amanti di Roma son tanti
ma quanti, chissà

Sui ponti di Roma gli amanti la notte
si dicono la verità
e parlano e piangono
piangono e toccano
e intanto c'è l'acqua che va
E poi quando li prende il mattino
si perdono per la città
e riempiono tutte le strade
che a Roma gli amanti
son tanti si sa

E poi quando li prende il mattino
si perdono per la città
e riempiono tutte le strade
che a Roma gli amanti
son tanti
ma quanti chissà.
3:19
20BIANCALUNA [play] [lyrics]

BIANCALUNA

[cincopa AgNA-QbjGOB2]
C'é una luna questa sera
che la tocchi con le mani
lentamente, lentamente s'avvicina
e si srotola dal cielo
è un gomitolo di lana
è un gomitolo di luna che cammina
Grande luna nella sera
e sopra i tetti di Torino
tutti gatti per la strada far mattina
che si deve festeggiare
questa notte un po' speciale
c'è la luna, Biancaluna che cammina

Biancaluna sotto il cielo
e sulle antenne di Milano
non l'avevi vista mai così vicina
per chi nasce questa notte
certo porterà fortuna
sarà figlio, sarà il figlio della luna

Grande luna così grande
che la sfiori con le mani
lentamente, lentamente si allontana
e si arrotola nel cielo
è un gomitolo di lana
è un gomitolo di luna che cammina

e si arrotola nel cielo
è un gomitolo di lana
è un gomitolo di luna ballerina.
3:46
21COME AL CIELO GLI AEROPLANI [play] [video] [lyrics]

COME AL CIELO GLI AEROPLANI

[cincopa AANAqQr-GNC9]
E se mai, come per caso
ti cercassero altre mani
e altre mani disegnassero
altre impronte su di te
come al giorno gli aeroplani
come i giorni su di me
Marié, Marié, Marié
E se dalle strade accese
ti chiamassero altre voci
e altre voci confondessero
la mia voce dentro te
come l’acqua dentro l’acqua
dei ricordi che non ho
Marié, Marié, Mariò
Questa notte non sarebbero canzoni
questa notte passerebbe di per sé
come al cielo gli aeroplani
come i sogni che non so
Marié, Marié, Mariò
Questa notte non sarebbero canzoni
questa notte passerebbe come se
solo il cielo agli aeroplani
solo i sogni che non ho
Marié, Marié, Mariò
2:42

Musicisti:

Gianmaria Testa: voce, chitarra

Produzione:

Paola Farinetti per Produzioni Fuorivia

Registrato: All’Auditorium Parco della Musica di Roma (Teatro Studio) il 3 maggio 2008. Eccetto “Come al cielo gli aeroplani” registrata alla Fonoprint, Bologna (Italia) da Roberto Barillari – assistente di studio Gabriele Rocchi (6 ottobre 2008)

MixatoMastering:Fonoprint, Bologna (Italia) da Maurizio Biancani – assistente di studio

Progetto grafico: Danilo Manasseroelaborazione grafica di Danilo Manassero da una foto di Ralf Heinemann

Cepertina libretto:Retrocopertina: foto di Karl Heinz Schmitt class=”style2″>Roberto Coggiola, Paolo Soriani, Gianni Ansaldi, Roberto Coggiola, Daniela Crevena

Traduzioni in francese: Danièle Valin

un sincero grazie:

a Fondazione Musica per Roma e in particolare a Carlo Fuortes e Roberto Catucci.

Grazie a Flavio Severini.

Tutti i diritti riservati