Estratti stampa SOLO – dal vivo

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SOLO – dal vivo

ALCUNI ESTRATTI STAMPA

[…] Testa è uno di quegli storyteller (di certo molto più vicino alla scuola francese che non anglosassone) col raro dono di passare dall’intimo e dall’autobiografico al sociale senza che la poesia venga meno, senza che toni e tensioni mostrino stacchi o cedimenti. […]”

Luca Muchetti, BUSCADERO, aprile 2010

[…] Un concerto spassoso, intenso e trascinante. Un’esperienza unica, molto emozionante e toccante. Forse per i suoi testi, semplici racconti di vita quotidiana, di vita comune e comprensibili da tutti. Forse per le sue musiche romantiche, dolci, coinvolgenti. Forse per lui come persona, con il suo humor, con le sue battute, con la sua carica. Un intervallarsi di canzoni, racconti, risate e applausi. […] I testi di Gianmaria sono appunto di semplice comprensione, ma non per questo banali. Anzi tutt’altro. […] Lui trasforma il non dicibile a parole dalla sfera emozionale in musica. […]”

Chiara Benni, OGGI 7, 4 aprile 2010

Gianmaria Testa è certamente uno degli esponenti di punta della canzone italiana intesa nel senso di arte popolare. Questo disco è il suo primo lavoro dal vivo, nato forse più per caso che per progetto e proprio per questo denso di sapori non facilmente ripetibili, esattamente come succede per un concerto. […] La voce si tiene rigorosamente sui toni sommessi, le dinamiche sono contenute, le melodie sono semplici e le armonie cesellano con molto equilibrio; la chitarra non si limita ad accompagnare, non gira su arpeggi o su pennate ma parla, accenna, contrappunta la voce. […] Amore con delicato senso di possesso, la luna come figura ricorrente, relazioni non proprio felici, solitudine e situazioni quasi di ordinaria quotidianità emergono dai testi di Gianmaria in piena sintonia con il timbro alla Cohen della voce, unico nella sua capacità espressiva pur limitato ad un’estensione di qualche nota. […] Il tono di confidenzialità della performance è sottolineato anche dalla brevità dei brani; mediamente di durata non superiore ai tre minuti appaiono quasi come aforismi, citazioni, pensieri brevi ma consistenti come dei pezzi di pane. Siamo ben oltre il cantautorato così come da luogo comune; niente slogan, nessuna sterile autoflagellazione, assenza di banale intellettualismo; parole e pensieri, nel miglior senso del termine. Un disco dal vivo regalato così come è nato, immediato e spontaneo, nella penombra del palco; anche se in ritardo lo inseriamo certamente tra il meglio dell’anno appena finito. […]”

Vittorio Formenti, MESCALINA.IT, 26 marzo 2010

[…] La sua vera forza è stata ed è ancora il passaparola. Chi va ad un suo concerto non riesce a dimenticarlo: l’emozione nasce palpabile e si divide tra tutti. […]”

IL RESTO DEL CARLINO, 12 marzo 2010

Dopo il successo con lo spettacolo di Paolini, il De Micheli riapre oggi per una serata (inizio alle 21) di musica ospitando uno dei più raffinati cantautori nel panorama della musica italiana. […] Tanti spettacoli, per un concerto ogni volta unico per intensità e poesia. […]”

LA NUOVA FERRARA, 12 marzo 2010

[…] Gianmaria Testa è uno dei più grandi cantautori italiani; osiamo dire che è uno dei pochi dei quali si possa dire siano i veri ‘eredi’ dei De André, dei Conte, della grande ‘scuola’ degli anni Sessanta-Settanta del secolo scorso. […]”

Andrea Niccolini, IL CORRIERE DI AREZZO, 10 marzo 2010

CASTELVERDE – Sono storie di viaggio per sole chitarra e voce quelle che Gianmaria Testa ha raccontato domenica sera al pubblico di un auditorium completamente esaurito, tanto che in diversi si sono dovuti accontentare di ascoltare dalle casse posizionate al di fuori della sala concerti del centro culturale Agorà. […] Tanto folk (verso il finale fa capolino anche Miniera), tanta letteratura (con la poesia Naufragi di Erri De Luca e i versi dell’amico Pier Mario Giovannone), ma anche tracce sparse di tango, accenni di ritmi che guardano al Sud America e l’immancabile omaggio al De André di Hotel Supramonte. […]”

Luca Muchetti, LA PROVINCIA, 12 marzo 2010

È stato un bel concerto quello tenutosi domenica sera presso l’auditorium “Fabrizio De André” del Centro culturale Agorà. Canzoni d’autore dovute alla voce roca, maschia ma calda, di Gianmaria Testa che ha pienamente coinvolto il folto pubblico presente, oltre che nella sala dell’esibizione, nel salone della biblioteca sottostante davanti ad un maxi schermo. […]”

Angelo Locatelli, LA CRONACA, 9 marzo 2010

Dopo decine di concerti in Francia, Germania e Spagna, Gianmaria Testa torna in Italia e propone due serate, oggi e domani, al Teatro Libero. […]”

CORRIERE DELLA SERA, 5 marzo 2010

[…] Il cantautore piemontese, “scoperto” dai francesi e definitivamente consacrato anche agli occhi del pubblico italiano solo dieci anni fa, si presenta con un recital intitolato Solo – dal vivo, come il suo ultimo album. […] Per un concerto, come sempre, intenso fatto di lievità, di poesia, con quell’equilibrio tra testo, melodia e armonia. […]”

LA REPUBBLICA, 5 marzo 2010

Vocazione, se ci fosse bisogno di un sostantivo per introdurre Gianmaria Testa, stasera e domani al Teatro Libero di via Savona. Nell’accezione più pura del termine. […] Ma nonostante questa sua attitudine a dire, scrivere, cantare solo quando vuole (o forse grazie proprio a questa peculiarità) è diventato uno dei nostri più pregiati cantautori: stimatissimo all’estero, soprattutto in Francia dove ha trovato successo ancor prima che qui, e poi in Belgio, Austria, Olanda, Stati Uniti, Canada. […]”

Lorenzo Franco, CRONACA QUI, 5 marzo 2010

Scrive per bisogno e non per necessità: si può tratteggiare così il profilo di Gianmaria Testa, stasera e domani al Teatro Libero, (via Savona ore 21). Perché in quindici anni di carriera ha sempre fatto musica solo perché ispirato ed è uno dei nostri più apprezzati cantautori all’estero. […]”

LEGGO, 5 marzo 2010

[…] Appartato, mai scontato, sempre irrequieto, Testa è un cantautore popolare e raffinato al tempo stesso, che ha conquistato il pubblico europeo, prima ancora dell’Italia. […]”

CORRIERE MERCANTILE, 26 febbraio 2010

Da tempo Gianmaria Testa si è affermato come uno dei nostri cantautori più intimi e sensibili. […] E a quest’ultimo brano è legato anche un videoclip, un piccolo gioiello di lirismo e semplicità: sulle ali di un aeroplanino d’animazione in 3D si vola tra le note del brano di Testa nell’ambientazione della chiesa sconsacrata dove sorge un musicclub di Asti. […]”

Guido Andruetto e Felice Liperi, LA REPUBBLICA – ed Genova, 24 febbraio 2010

[…] Teatro strapieno e gremito nei posti a sedere e in piedi. L’80% circa non sembrava provenire da queste parti. […] Niente inutili lirismi. Concreto, essenziale, a volte divertente. Evitiamo la fretta di classificarlo, incasellarlo come simile a… ascoltiamolo così con le sue brevi storie. […] Applauditissimi bis rivisti in edizione rigorosamente acustica (due chitarre, melodica) insieme all’ottimo chitarrista GianCarlo Bianchetti, molto apprezzato il duetto blues.”

MARZAPOLIS, 17 gennaio 2010

[…] Testa è un cantautore raffinato ma anche profondamente popolare, dalla voce roca e vellutata che fa della canzone nuda, la sua vera forza. […] L’idea di base del disco è che le canzoni debbano vivere ed emozionare da sole, suonate semplicemente alla chitarra; “Solo dal vivo” perciò è un disco e un concerto che restituisce alle canzoni di Gianmaria, la stessa emozione di quando sono nate; una sorta di grado primo, molto emozionante e intimo, della musica.

IL BO EMILIA, gennaio 2010

Sono arrivato tardi ad ascoltare con attenzione la musica di Gianmaria Testa, lo stesso ritardo che il cantautore cuneese ci ha messo per arrivare ad incidere il primo album Montgolfières del 1995. Sì Montgolfières, titolo e produzioni francese, quella Francia che lo ha scoperto e accolto a braccia aperte. […] E forse proprio questa dà un qualcosa in più alla spontaneità di quel approccio, un concerto come un altro, mai banale, piuttosto sempre unico.

Francesco Raiola, ALTRI ITALIANI.NET, 17 gennaio 2010

Sarà il cantautore cuneese Gianmaria Testa l’ospite musicale della prima puntata del 2010 del programma «Che tempo che fa», in onda domenica su RaiTre dalle 20.10. Un ritorno per Gianmaria Testa, che già qualche anno fa partecipò al talk show condotto da Fabio Fazio. […] Nei prossimi mesi Gianmaria Testa sarà impegnato in un lungo tour europeo che lo porterà in Spagna, Francia, Germania, Belgio e Olanda. […]”

R. S., LA STAMPA, 31 dicembre 2009

Serata speciale al teatro Regio ieri sera: fuori centimetri e centimetri di neve, dentro la magia dello spettacolo firmato Gianmaria Testa cantautore piemontese vincitore nel 2007 della Targa Tenco per il miglior album con Da questa parte del mare e da poco nei negozi con il suo ultimo disco, Solo dal vivo. […] Una serata di grande successo, con il Regio quasi pieno nonostante le proibitive condizioni climatiche: in avvio un video, il primo videoclip di Gianmaria Testa realizzato per la canzone Come al cielo gli aeroplani. […] Applausi calorosi a fine concerto, un primo bis insieme ai suoi musicisti a cui è seguito un altro, lungo, caloroso attestato di affetto del pubblico: a quel punto, con le luci del teatro già accese e i più timorosi per le neve già con un piede fuori, Testa rientra da solo e regala ai suoi spettatori una versione asciutta e cruda de Il disertore di Boris Vian. Applausi, ancora.”

BLOGOSFERE, 21 dicembre 2009

[…] Lo chansonnier piemontese dalla voce roca e fumante, che è stato capostazione nella sua vita ricavandone lezioni di poesia e di altissima umanità, è un treno che procede lento ma non conosce ritardi, perché l’artigianato del suo fare musica, una costante dei suoi trascorsi artistici, si coniuga oggi con gusto e sintonia con la contemporaneità e con le nuove possibilità offerte dalla tecnologia. […]

Guido Andruetto, REPUBBLICA, 20 dicembre 2009

Un grande autore piemontese torna sotto la Mole. Lunedì sera infatti il Teatro Regio ospiterà l’attesissimo live di Gianmaria Testa, che esibirà in uno spettacolo molto particolare, diviso idealmente in due parti. […]”

Al. Ban., CRONACA QUI, 19 dicembre 2009

[…] L’atteso ritorno al Regio è articolato in due tempi; nel primo, Testa si presenta per conto suo (ma guai ad attendersi un’esatta replica dell’album: improvvisazione, fantasia e dialogo con il pubblico dettano tempi e modi dello spettacolo). Dopo l’intervallo lo affiancano sul palco due fedeli comprimari: Nicola Negrini al contrabbasso e Piero Ponzo, arrangiatore, jazzista di vaglia (e storico componente dello stralunato gruppo dei Trelilu) al clarinetto, sax e harmonium indiano. […]”

Edoardo Fassio, TORINO SETTE, 18 dicembre 2009

[…] Può mettere addosso una certa paura, un disco fatto solo di una voce e di una chitarra. […] Poi finisce che ti metti in saccoccia Solo – dal vivo, e tutti i dubbi si sciolgono come neve al sole: la registrazione, quasi fortuita, di un concerto romano di Gianmaria Testa, che si è trasformata, prima in un album così semplice e bello da restarne allibiti, poi in un tour che da Ottobre gira tutta l’Italia. […] La sala è piena quando le luci si affievoliscono e il cantautore piemontese prende posto sullo sgabello che, circondato da tre chitarre e un amplificatore, diventerà il suo trespolo per le restanti due ore – intervallate solo da una pausa in cui viene proiettato un documentario sulla tragedia dei profughi birmani (ai quali andavano devoluti i proventi del concerto). […] Non c’è modo di vedere eseguita Come al cielo gli aeroplani, di cui viene proposto il bel video appena prima che inizi la seconda parte del set, ma in compenso ci viene regalata, quasi in chiusura, una struggente interpretazione di Hotel Supramonte. Ancora il tempo di un innegabile bis “a richiesta” (Gli amanti di Roma) e poi tutti a perdersi lungo i portici di Bologna, che si ha già voglia di tornare a casa a riascoltarla, quella voce fatta di vigneti e caffè bollente.”

Carlo Babando, MUSCHIO SELVAGGIO, dicembre 2009

[…] Gianmaria Testa è un cantautore d’altri tempi col fascino e la storia di chi vive per la musica e non con la musica. I suoi concerti sono memorabili appuntamenti di poesia moderna. I suoi testi sono profondi e colpiscono anche le fasce più giovani degli ascoltatori. […]

LIBERO ROMA, 8 dicembre 2009

[…] Da quando ha mandato al Festival di Recanati la sua cassetta registrata chitarra e voce, vincendone il primo premio nel ’93 e poi nel ’94, sono successe molte cose per Gianmaria Testa: sei dischi, più di 1.500 concerti in Francia, Italia, Germania, Austria, Belgio, Canada, Stati Uniti, Portogallo; con “Da questa parte del mare”, un concept album totalmente dedicato alle migrazioni moderne, ha vinto la Targa Tenco 2007 come miglior album dell’anno. […]”

CORRIERE DELLA SERA, 8 dicembre 2009

[…] Dallo scorso ottobre Solo – dal vivo è tornato nei negozi di dischi in una nuova edizione molto speciale, a tiratura limitata, che include, oltre al cd dal vivo, un dvd con una videointervista esclusiva e il videoclip del brano inedito “Come al cielo gli aeroplani”, un piccolo gioiello di lirismo e semplicità: sulle ali di un aeroplanino d’animazione in 3D si vola tra le note del toccante brano di Gianmaria Testa nella suggestiva ambientazione della chiesa sconsacrata dove sorge il musicclub Diavolo Rosso di Asti. […] Il suo primo album “Montgolfières”, pubblicato nel 1995 proprio in Francia, riscosse un enorme successo facendolo diventare presto un personaggio di culto. […] Come la sua voce, a volte roca a volte di velluto, come i suoi testi, belli, semplici, accattivanti, che fanno breccia immediata nell’animo di chi li ascolta. Come le note della sua chitarra. Questa è musica, è musica d’autore.”

VIGNACLARABLOG.IT, 4 dicembre 2009

[…] L’inconfondibile voce rauca e vellutata della Targa Tenco 2007 come miglior album dell’anno, sarà accompagnata dal contrabbasso di Nicola Negrini, che a tratti cercherà compagnia nell’elettronica, e da tutte le declinazioni dei “fiati” di Piero Ponzo, clarinettista “storico” di Gianmaria che questa volta non si negherà la tentazione di altri strumenti. I suoi testi sono come piccole poesie che parlano di nebbie e di incontri, di solitudini e di colline. […]”

IL GAZZETTINO.IT, 13 novembre 2009

[…] Del resto, le canzoni che scrive e canta con voce graffiante e intensa (ha inciso sette album: amati, premiati, esauriti e ristampati) sembrano non avere confini, apprezzate – e cantate – in America come in Canada, in Portogallo come in Germania. C’è chi dice che l’abbiano scoperto i francesi. Ma non è del tutto vero. Vero è che dopo aver vinto per ben due volte di seguito il festival di Recanati i cugini d’Oltralpe, più lungimiranti di noi e con noi sempre in competizione, gli hanno offerto di registrare il primo disco, e poi un secondo e un terzo…E l’hanno celebrato all’Olympia, con tre spettacoli «tutto esaurito». […]”

Lorenzo Viganò, CORRIERE DELLA SERA, 12 novembre 2009

D’altronde Testa è un talento solitario, che ama però mescolarsi ad altri talenti e a progetti diversi. […] Basti ricordare l’incredibile serie di collaborazioni illustri che hanno accompagnato la sua carriera: Paolo Fresu, Enrico Rava e Stefano Bollani, superstar nostrane del jazz, il trombonista Glenn Ferris, Bill Frisell, leggenda vivente della chitarra jazz, l’eclettico contrabbassista Greg Cohen, il violoncellista Mario Brunello. […] Esiste una musica odierna ultraleggera, più dell’aria, come i gas inerti coi quali si gonfiano palloncini. E poi esiste una musica che dà peso al vento e gli fa riempire le chiome degli alberi e delle donne. Gianmaria fa questa.”

Barbara Rizzo, LA PROVINCIA DI VARESE, 12 novembre 2009

[…] E ora un nuovo avventuroso viaggio attende Testa: un viaggio da solo, a tu per tu, come nell’ultimo album, con voce e chitarra, come ai tempi d’oro della canzone d’autore, dove basta un’unica presenza a comunicare. Comunicare parole, musica, immagini, realtà, sogni.”

VENEZIA MUSICA, novembre 2009

Un’analisi anche solo per sommi capi è più che sufficiente a rivelare che quello di Gianmaria Testa non è davvero il solito iter da cantautore. Dal primo album pubblicato a trentasei anni al successo ottenuto all’estero prima che in patria, fino alle attività di musicista svolte a lungo in parallelo a un impiego stabile come ferroviere, tutto dice di un percorso parecchio atipico, sul quale – soprattutto alla luce dei brillanti esiti artistici – non potevamo davvero esimerci dall’indagare a fondo. […] Lo abbracceresti, ma per pudore riesci solo a dirgli “tanto di cappello”. Anzi, chapeau!, in onore di quella Francia che prima di noi ne ha compreso la grandezza.”

Federico Guglielmi, EXTRA MUCCHIO, autunno 2009

[…] Il suo è artigianato nobile, musica dell’anima verrebbe da dire, dalla vena introspettiva e intimista, scarna ed essenziale, che si dipana attraverso una discografia che dal ’95 ad oggi ha proposto sei album in studio ed un disco dal vivo. Tutte cose di qualità, dunque roba per pochi. […] Salutato da applausi assai affettuosi.“

Carlo Moscatello, IL PICCOLO –TRIESTE, 16 ottobre 2009

Testa è un bel cognome sotto la scapigliatura di un cuneese tosto e pesante, artista militante. Nome benedetto, almeno in parte: Gianmaria. […] “Solo” esiste perché ci sembrava avesse un’anima. E’ un ritorno a come nascono le canzoni: nude. Molto diretto. […]”

Marco Mangiarotti, IL RESTO DEL CARLINO, 15 ottobre 2009

Tocca a Gianmaria Testa aprire LeggerMente, gli appuntamenti periodici di rEsistenza letteraria organizzati a San Daniele del Friuli. […] Cantautore di fama internazionale, ha ricevuto la Targa Tenco 2007 per “Da questa parte del mare” come miglior album dell’anno. […]”

IL GAZZETTINO.IT, 12 ottobre 2009

[…] I suoi primi tre dischi sono stati prodotti in Francia, ma in cinque anni si è imposto come artista di talento. “

LA TRIBUNA, 11 ottobre 2009

La voce calda e suadente di Gianmaria Testa si prepara a conquistare il teatro Cristallo di Bolzano. […] Un’occasione intima e raccolta per apprezzare al meglio la poetica di questo ex ferroviere prestato alla musica, che per raggiungere la notorietà e il successo ha dovuto emigrare Oltralpe dove il pubblico francese gli ha tributato autentiche ovazioni con ripetuti sold out all’Olympia di Parigi. Con la targa Tenco nel 2007, per Da questa parte del mare come miglior album italiano, Gianmaria Testa ha ricevuto il doveroso benché tardivo riconoscimento anche in patria. […]”

Fabio Nappi, IL CORRIERE DELL’ALTO ADIGE, 11 ottobre 2009

[…] Testa è un artista riconosciuto a livello internazionale, cantautore profondamente popolare e raffinato al tempo stesso, della voce profonda e vellutata che fa della canzone nuda la sua vera forza. I testi, essenzialmente lirici, si uniscono a musiche che evocano il tango, il jazz, la bossanova, la habanera e il valzer, regalando sempre suggestioni e emozioni. “

F.Ver, CORRIERE DEL VENETO, 11 ottobre 2009

[…] Dopo il concerto estivo tenuto all’Antiruggine con Mario Brunello, Gianmaria Testa sarà in solo, ottima occasione dunque per ritrovare sonorità nude che caratterizzano il suo settimo album, il primo live, SOLO – dal vivo (Fuorivia/EGEA). Testa ha iniziato in estate un lungo tour europeo che oltre all’Italia ha toccato anche Francia, Germania, Svizzera, Austria e Spagna, con importanti ospiti come Mario Brunello, Paolo Fresu, Gabriele Mirabassi e Erri De Luca. […]”.

Nicola Cecconi, LA TRIBUNA – IL MATTINO, 8 ottobre 2009

[…] L’ex-capostazione e chansonnier, amatissimo in Francia e in Germania, dove i suoi spettacoli fanno sempre il tutto esaurito, arriverà nella nostra provincia per proporre il suo ultimo spettacolo “Solo dal vivo” che, nell’essenzialità, mescola con sapienza canzone popolare, cantautorato e arrangiamenti ricercati. […] La scelta non poteva che ricadere su Testa che nel 2007 ha ricevuto la Targa Tenco per il “miglior disco dell’anno”. […] Un disco strutturato come se fosse un romanzo e le canzoni tanti piccoli capitoli che insieme raccontano una storia. […]”.

Arturo Zilli, QUI BOLZANO, 8 ottobre 2009

Sarà Gianmaria Testa con la sua chitarra e la sua splendida voce, ad aprire la stagione 2009/2010 del Teatro Cristallo con il suo “Solo dal vivo – tour”, martedì 13 ottobre alle ore 21. […]”

Francesca Lazzaro, ALTO ADIGE, 6 ottobre 2009

Uno spettacolo costruito sull’assoluta maestria artigiana di uno dei più conosciuti e apprezzati cantautori italiani, Gianmaria Testa. Il concerto di Testa, il 13 ottobre prossimo, aprirà la nuova edizione di “Madre Terra”, l’iniziativa culturale nata dalla collaborazione tra Caritas e Cristallo e che mira a creare e diffondere una cultura della solidarietà e dell’accoglienza nei confronti dei nuovi concittadini immigrati. […] Caritas e Teatro Cristallo hanno deciso di organizzare l’esibizione di Gianmaria Testa per il suo impegno artistico in favore dei migranti che ha dato i suoi frutti più preziosi nei concept album “Da questa parte del mare”, interamente dedicato alle dure ragioni del partire, alla decisione sofferta di attraversare deserti e mari, al significato di parole come “terra” o “patria” e al senso di sradicamento e di smarrimento che lo spostarsi porta sempre con sé. […]”

IL SEGNO, 2 ottobre 2009

[…] Famoso soprattutto in Francia, Testa oggi è considerato uno dei più importanti cantautori italiani. […]”

COOPADRIATICA – CONSUMATORI, ottobre 2009

[…] Il 13 ottobre aprirà la stagione Gianmaria Testa, grande cantautore italiano, ammiratissimo Oltralpe che porterà al Cristallo il suo ultimo lavoro sulle migrazioni moderne.

QUIBOLZANO, 24 settembre 2009

[…] Il prossimo 12 ottobre SOLO – dal vivo (Produzioni Fuorivia/Odd Times Records – Egea Distribution) torna nei negozi di dischi in una nuova edizione molto speciale, a tiratura limitata, che include, oltre al cd dal vivo, un dvd con una videointervista esclusiva e il videoclip del brano inedito Come al Cielo Gli Aeroplani. […] Il vieoclip di Come Al Cielo Gli Aeroplani, diretto da Simone Gandolfo, è un piccolo gioiello di lirismo e semplicità: sulle ali di un aeroplanino d’animazione in 3D, nella suggestiva ambientazione della chiesa sconsacrata dove sorge il musiclub Diavolo Rosso di Asti. […]”

RADIOWEB ITALIA, 22 settembre 2009

Sarà Gianmaria Testa, uno dei più apprezzati cantautori italiani contemporanei, ad inaugurare, il prossimo 13 ottobre, con il suo ultimo lavoro “Solo dal vivo tour” la quarta stagione del teatro Cristallo di Bolzano. […]”

IL SEGNO – CULTURA, settembre 2009

[…] Nonostante Testa abbia sempre cantato nella sua lingua, in Francia ha raggiunto un inaspettato successo che lo ha fatto paragonare all’illustre conterraneo Paolo Conte. Con gli album «Il valzer di un giorno» (2001) e «Altre latitudini» (2003) Gianmaria Testa comincia a riscuotere una certa attenzione anche in patria. Nel 2006 esce «Da questa parte del mare» che l’anno successivo si aggiudica la Targa Tenco per il miglior album italiano, sdoganando definitivamente Gianmaria Testa dalla cerchia elitaria dei cantautori di nicchia. […]”

Fabio Nappi, IL CORRIERE DEL TRENTINO, 10 settembre 2009

[…]Di applausi se ne sono sentiti davvero tanti in un’ora di esibizione: un viaggio lento nell’immaginario e nelle atmosfere seppia dell’ex capostazione, passato in pochi anni dai binari di Cuneo ai palchi dei teatri di mezzo mondo. Un concerto di quelli che di rado accade di sentire, per garbo e raffinatezze, e in cui le canzoni – così come gli intermezzi parlati – sono in grado di portare un uditorio intero fuori dal tempo e dallo spazio. […] Un finale che, a pensarci bene, triangola alla perfezione le derivazioni della parte più folk del cuore di Testa.”

Luca Muchetti, LA PROVINCIA DI CREMONA, 22 luglio 2009

E’ uno dei cantautori italiani più interessanti e di maggior valore dell’ultimo quindicennio. […] In Italia la notorietà è cominciata prima in sordina, per poi crescere fino a livelli adeguati alla sua caratura artistica. In passato ha fatto il tutto esaurito all’Olympia di Parigi, uno dei templi della musica in Europa. […]”

Fabio Luongo, IL GIORNO – 24 ORE BRIANZA, 17 luglio 2009

[…] Dischi che hanno fatto innamorare gli appassionati di canzone d’autore d’Oltralpe e poi – grazie più che altro all’attenzione di poca stampa specializzata e al passaparola degli ascoltatori più attenti – sono iniziati a circolare anche nel nostro Paese. Il valzer di un giorno, Altre Latitudini e soprattutto lo splendido Da questa parte del mare (Targa Tenco 2007 come miglior album dell’anno) hanno reso la giusta notorietà a uno dei migliori autori e interpreti dei nostri giorni. […]”

L.M., LA PROVINCIA DI CREMONA, 14 luglio 2009

[…] La sua vera forza è stata ed è ancora il passaparola. Chi va ad un suo concerto non riesce a dimenticarlo: l’emozione nasce palpabile e si divide tra tutti; Gianmaria scherza coi suoi musicisti ed è naturalmente comunicativo; i testi sono belli, sono semplici, sono piccole poesie che parlano della vita e che vivono anche al di là della musica; e lei, la musica, insieme ad una voce che si muove tra rauche asprezze e teneri velluti, i testi li trasporta, li puntualizza, li sottolinea. […]”

Roberto Codazzi, LA PROVINCIA DI CREMONA – SETT PIU’, 11 luglio 2009

[…] Amo soffermarmi, studiare i particolari, ed ammirare la foto dei dischi. E la copertina del nuovo cd dal vivo, di Gianmaria Testa è molto significativa. Uno schizzo di chitarra acustica, un asciugamano, uno sgabello ed un bicchiere di vino bianco: pinot? Diciamo che potrebbe benissimo rappresentare la sua emozionante vena artistica. […] Gianmaria Testa, con un passato da capostazione (ben venticinque anni se non ricordo male), scrive molto bene le sue emozioni. Che poi le si voglia chiamare canzoni questo è un aspetto del tutto secondario del mio discorso. […] Questo artista si esprime in italiano, ma per il sottoscritto si tratta di una pura casualità in quanto avrebbe potuto cantare in inglese come Nick Cave o esprimersi in francese come Serge Gainsbourg. Dunque l’arte, ancora una volta (per fortuna), non possiede confini permettendo di raggiungere (grazie all’empatia dei suoni) qualsiasi essere umano. Stiamogli vicino a Gianmaria Testa, perché di lui ne abbiamo bisogno come il pane.”

Claudio Baroni, PRESS 10, 25 aprile 2009

[…] Gianmaria Testa è ormai un classico, cioè uno che non assomiglia ma a cui bisogna assomigliare, e questo è un bel traguardo, importante per un artista, e soprattutto per lui. […] Ma anche settanta minuti in cui non si sfiora mai la noia, nonostante la ristrettezza di “solo voce e chitarra” e il carattere prevalentemente intimista dei testi, e questo rende merito al cantautore piemontese, perché una prova del genere, o si ha davvero qualcosa da metterci dentro o non la si supera. Qui invece è venuto fuori un gran disco, oserei dire il suo migliore fino adesso, sicuramente il più genuino ed elegante. Perché l’eleganza vera, la classe, se la si possiede, viene fuori anche accompagnandosi con una sola chitarra, a nudo e “prima del trucco”. E in questa registrazione ne viene fuori tanta. Un disco da non perdere.”

Antonello Oliva, SUONO, aprile 2009

[…] Di un disco che con severità viene definito “tecnicamente non perfetto”, c’è da chiedersi che cosa lo allontani dalla perfezione, se con così miracolosa semplicità, ascoltandolo, ci si sente rapiti e trasportati fuori dallo spazio circostante. […] Testa ha la capacità di ammaliare, di imprigionare e liberare, di far lievitare le singole capacità di percezione, di lasciar convergere testi e melodie in un luogo intermedio, non previsto dagli atlanti. […] Di questa necessità a nutrirsi di poesia, dal sentirsene consolati, ogni parte del disco si fa testimone. Dentro la tasca di un qualunque mattino, Un aeroplano a vela, Polvere di gesso, Gli amanti di Roma, Il valzer di un giorno, sono classici che mai ci stanchiamo di ascoltare e che acquistano risonanza, colti dal vivo. […] Amo particolarmente, anche per ragioni di appartenenza territoriale, Al mercato di porta palazzo, con il suo ritmo saltellante, quasi da filastrocca popolare e sono del tutto conquistato da Ritals, fra le più belle e drammatiche, dedicata al razzismo in Francia nei confronti degli italiani. Grande forza lirica ne La nave, un pezzo così adatto a Testa e nel secondo inedito, Come al cielo gli aeroplani, epigrammatica ma sostanziosa come le sue composizioni migliori. Solo dal vivo è un album “in camera”, un libro illustrato da sfogliare lentamente, con un bicchiere “di quello buono” che ricordi di aver condiviso con una persona di cui senti la mancanza.”

Francesca Caltagirone, BUSCADERO, aprile 2009

[…] Quello di cui parliamo oggi rientra, a nostro avviso, con pieno merito, tra quelli da “non perdere”. Assolutamente. Anzi lo evidenziamo perché ci sembra uno dei cd migliori tra quelli usciti negli ultimi tempi. Si tratta del nuovo album di Gianmaria Testa intitolato “Solo dal vivo”. Un cantautore troppo bravo quanto, in Italia, ancora troppo poco conosciuto. […] Poi sono le poche note più basse di una chitarra acustica e la voce altrettanto bassa, calda avvolgente ed unica, di Gianmaria Testa a prenderci per mano ed a condurci nella sua “La nave”. Applausi del pubblico in sala e subito uno dei brani più belli del cantautore piemontese “Dentro la tasca di un qualunque mattino”. ”Il valzer di un giorno”, “Un aeroplano a vela”, “Piccoli fiumi”, ”Comete”. Sono i primi brani che creano l’atmosfera. E’ come essere seduti in una comoda poltrona di un teatro e godersi un concerto di quelli da non lasciarsi sfuggire. […] Fragorosi e lunghi applausi. […] “Come al cielo gli aeroplani” chiude il cd. Un bellissimo cd fatto di chitarra suonata bene, voce unica e coinvolgente, e belle canzoni mai urlate, quasi sussurrate come quel suo “Arrivederci” finale. Un concerto da ascoltare e da pensare. E da non perdere. Grande.”

Massimo Stocchero, CORRIERE DI NOVARE, 11 aprile 2009

Si può passare una vita intera a discutere i luoghi comuni che circolano sulla canzone italiana. Ma ce n’è uno che forse non vale la pena di mettere in discussione: l’italiano è la lingua più musicale del mondo. Questo cliché nasconde una verità a cui Gianmaria Testa, un album dopo l’altro, non ha mai smesso di aggiungere accenti nuovi. L’autore piemontese è l’emblema di una poesia sensuale, che celebra la nudità di una parola messa in musica. […] Nel suo modo di cantare troviamo la freschezza di una sorgente e la vastità di un fiume che si getta in mare.”

Richard Robert, LES INROCKUPTIBLES, 6 aprile 2009

[…] E se fino a qualche tempo fa Gianmaria era pressoché sconosciuto in Italia, per fortuna oggi abbiamo la possibilità di vederlo dal vivo nei più prestigiosi teatri, come l’Auditorium Parco della Musica di Roma, e l’Auditorium di Milano. Gianmaria Testa dal vivo è un artista generoso: a Milano ci ha regalato un concerto molto intenso, in cui ha presentato e riproposto il suo ultimo disco “SOLO – dal vivo“, il suo primo disco dal vivo e significativamente anche il suo primo disco come solista. Il disco e il concerto ripropongono alcuni dei suoi pezzi più belli: uno per tutti, una versione davvero emozionante di “Polvere Di Gesso“. […]”

Niccolò Terzi, LOUD VISION, 30 marzo 2009

Dopo il disco, il tour. Europeo come è d’obbligo per un artista di razza quale Gianmaria Testa. E non poteva che partire da Parigi, per un confronto con quello stesso pubblico che ne ha decretato il successo. […] Due serate delle tre previste sono andate sold out. Sul palco soltanto lui, la sua musica e le sue canzoni. […] Impegno mantenuto, il cd ripropone infatti tutta l’intensità di quell’emozione, senza mediazioni. […]”

Paolo Odello, TERRA, 28 marzo 2009

Con il suo stile gentile e vellutato, Gianmaria Testa è uno dei cantautori italiani più amati a livello internazionale. Occasione da non perdere quindi il suo arrivo questa sera insieme al violoncellista Mario Brunello (il migliore al mondo) in concerto al Conservatorio per presentare le sue canzoni, così amate per la loro speciale capacità di evocare atmosfere intime e luoghi meravigliosi. […]”

Riccardo Chiesa, LEGGO, 25 marzo 2009

Ormai non si può parlare più di Gianmaria Testa come di un famoso cantautore all’estero o di un illustre sconosciuto in patria. […] La sua musica è scarna ed essenziale per sottolineare le parole lontane dall’enfasi e dalla retorica che la televisione ci ha ormai abituato a subire ed accettare come normali. […] Il cantautore difende il proprio pensiero, non accodandosi ai momenti propizi o cavalcando tigri, ma portando se stesso e la sua poesia sopra un palco per raccontare le emozioni che ogni essere umano prova e questo è probabilmente il segreto del suo successo internazionale.”

Fabio Pagani e Michele Imperio, AGENZIA MULTIMEDIALE, 25 marzo 2009

Il cantautore ed ex ferroviere Gianmaria Testa questa sera arriva all’Auditorium, per raccontarsi con le canzoni di “Solo-dal vivo”, l’ultimo album dato alle stampe dal menestrello piemontese. […] Il concerto milanese all’Auditorium, per la voce e la chitarra di Testa, arriva a poca distanza da una serie di date sui palchi parigini, quelle che in qualche modo ne hanno lanciato la carriera, quando una produttrice francese ha intuito le qualità del musicista ferroviere e per prima ha pensato di mettere il suo repertorio su un album.”

Ca. Ma., Il giorno – il cartellone, 25 marzo 2009

[…] Scoperto dai francesi che gli hanno pubblicato il suo primo disco “Montgolfières”, con recensioni entusiastiche di Le Monde, le sue canzoni aggraziate, la sua voce illuminata si sono presto diffuse anche altrove, suona in Germania, in Canada, in Svezia. Ovunque teatri pieni.[…] Reduce da un tris di concerti all’Européen di Parigi, domani Gianmaria è all’Auditorium per presentare il suo primo disco live, semplicemente intitolato “Solo – dal vivo”, dove sarà accompagnato da Mario Brunello, bravo ed eclettico violoncellista. […]”

Matteo Cruccu, Corriere della sera – Tempo libero, 24 marzo 2009

Un cd a 360 gradi: all’Auditorium Parco della Musica Gianmaria Testa aveva registrato il 3 maggio dell’anno scorso il suo primo disco dal vivo e torna stasera all’Auditorium (Teatro Studio) per presentarlo al pubblico romano. […] Lo spettacolo – così come il cd – si chiama «Solo», perché Testa sale sul palcoscenico da solo con la sua inseparabile chitarra. La cosa buffa è che quel concerto non era stato pensato per essere registrato e diventerà un disco. Però quella sera è diventata speciale e stasera ci sarà l’inevitabile bis.”

IL CORRIERE DELLO SPORT, 24 marzo 2009

TORNA martedì 24 al Teatro Studio dell’Auditorium Parco della Musica la canzone calda e vellutata di Gianmaria Testa, uno dei cantautori italiani più amati a livello internazionale. L’artista arriva in concerto solo per presentare le sue canzoni, così amate per la loro speciale capacità di evocare atmosfere e luoghi, suoni intimi e latini attraverso una mescolanza di stili diversi dalla bassanova all’habanera al valzer. Canzoni che l’ex capostazione di Cuneo ha raccolto in versioni solitarie e intime nel recentissimo album Solo (Oldtimes Rec/EGEA), album che si affianca agli altri sei all’attivo: Montgolfières, Extra-Muros, Lampo, Il valzer di un giorno, Altre latitudini, Da questa parte del mare (Targa Tenco 2007 come miglior album dell’anno). Oltre agli album, l’artista vanta più di 1.500 concerti in tutto il mondo, quattro serate, tutte esaurite, all’Olympia di Parigi e una lunga teoria di articoli omaggianti sui principali giornali europei (in primis Le Monde). […]”

Felice Liperi, La Repubblica, 21 marzo 2009

Che nessuno fosse poeta in patria l’avevano già capito gli antichi romani. Succede anche ai tempi nostri: Gianmaria Testa, uno dei più importanti cantautori italiani di oggi, classe 1958, è italiano, vive nelle Langhe in Piemonte, ma c’è voluta la Francia per scoprirlo. Non bastò un premio Recanati vinto nel 1993 e poi di nuovo, l’anno dopo, per farlo restare. Da allora si è fatto apprezzare in sei dischi, più di 1500 concerti in Francia, Italia, Germania, Austria, Belgio, Canada, Stati Uniti, Portogallo, quattro serate tutte esaurite all’Olympia e tanti articoli omaggianti sui principali giornali (“Le Monde” in testa).[…]”

Concita de Simone, ROMA SETTE, 13 marzo 2009

[…] Gli riescono ancora difficili gli accostamenti solo-accompagnato e in studio – sul palco, per il resto a Gianmaria Testa le combinazioni possibili all’arte e all’esecuzione musicale appartengono tutte. E, siccome il suo canzoniere si presta, chissà che con l’aiuto immaginifico del suo pubblico o dei futuri potenti mezzi della tecnica che cominceranno a riuscirgli anche i miracoli. SOLO- dal vivo è un buon inizio, qualora volesse cominciare ad attrezzarsi. […] A noi non resta che ascoltarlo d’un fiato, così com’è capitato ai presenti al Parco della Musica di Roma lo scorso 3 maggio. Assorti, entusiasti, accoliti, al massimo, ma solo a tratti, un po’ burloni. Come lui.”

Andrea Di Gennaro, DIARIO, 3 marzo 2009

Testa piemontese, dura e caparbia, capace di sognare e far sognare. Con un cognome come quello di Gianmaria Testa, appunto, ci si può giocare all’infinito. La sua musica invece, abbisogna di tempi più dilatati, introspettivi, è da gustarsi e sorseggiare come un buon dolcetto o un barbera, e fa pensare. Magari a più riprese. […] L’album è il primo live del cantautore cuneese. Solo voci e chitarre, solo dal vivo, una sorta di viaggio in cui le canzoni sono tappe di un percorso, paesi che si incontrano nel corso di un cammino la cui fine corrisponde ad un inizio, e non solo metaforicamente, con l’inedito e intenso brano d’amore Come al cielo gli aeroplani. […]”

Lucia Marchiò, LA REPUBBLICA ed Genova, 1 marzo 2009

Dopo anni di concerto in giro per il mondo, Gianmaria Testa, i suoi riccioli sale e pepe e la sua chitarra acustica hanno deciso di fermarsi, raccogliere idee e canzoni ed offrire al pubblico un’appassionata testimonianza dal vivo figlia di uno spettacolo speciale. […] Lentamente una ad una zampillano fuori le sue canzoni e i suoi racconti malinconici e intimisti di viaggi e mari solcati da barche scure, sirene e gomitoli di luna, amicizie e dichiarazioni d’amore, ora a donne fatali e sfuggenti (come nella prima ballata), ora alla propria città natale (Cuneo, ritratta nel brevissimo ma efficace quadretto de “La nostra città”). […]”

Ariel Bertoldo, ROCKERILLA, febbraio 2009

[…]Sei dischi, da Montgolfières del ’95 a Da questa parte del mare del 2006, e una quantità di collaborazioni musicali fra le più raffinate: Gabriele Mirabassi e Enzo Pietropaoli, Paolo Fresu, Rita Marcotulli, Enrico Rava. Tutto questo grazie ai francesi che lo hanno lanciato, lui che fino al «primo aprile del 2007» è stato capostazione, poi si è licenziato. La musica si è presa tutto il suo tempo. […]

La definiscono un «cantautore impegnato». Cosa significa oggi?

«Avere senso di responsabilità. Chi scrive ha il dovere etico di non raccontare balle e di utilizzare il talento per non far passare sotto silenzio delle cose importanti.»

Tipo l’immigrazione, cui ha dedicato il suo album Da questa parte del mare?

«L’album l’ho scritto per me e per i miei figli, perché non facessimo finta di niente.» […]

Ora di cosa vorrebbe scrivere?

«Scriverei versi alla Cecco Angiolieri. Soprattutto contro l’establishment ecclesiastico, contro i poteri costituiti». […]

Andare in tv non le piace?

«Il problema sono i pochi spazi di dignità all’interno della tv. Il successo di quel tipo non mi interessa».

La chiama Bruno Vespa?

«Non ci vado. Nei dibattiti in tv vale solo la presenza, non si ragiona, si appare. […] Io poi la tv non la so gestire, mi annoia. Fuori sembra enorme e dentro è piccola. Lo so, questi sono pensieri da contadino».

A Sanremo mai nella vita?

«Anche lì la musica conta poco, solo la presenza ha importanza.» […]

Cosa la unisce a Erri De Luca, con cui continua a portare in scena il Don Chisciotte?

«L’amicizia. Sono grato a Erri di avermi coinvolto nel suo spettacolo.» […]

Elena Martelli, IL VENERDI’ di REPUBBLICA, 27 febbraio 2009

Finalmente, c’è solo da iniziare con un “finalmente”, uno dei più grandi artisti viventi si è deciso a fare un disco dal vivo, e che disco. Distribuito dalla italiana Egeamusic su etichetta Odd Times Records, è uno dei migliori dischi ascoltati in questi ultimi anni, e vista la grandezza dell’autore non ci si poteva attendere di meno. […]”

TGCOM MAGAZINE, 16 febbraio 2009

«Non fanno la coda per invitarmi in televisione, ma ogni tanto ricevo delle proposte. Di solito rifiuto, perché i programmi di normale dignità sono pochissimi. E per normale dignità intendo quella di mio padre contadino». […] Le sue canzoni sono illuminate da squarci di poesia pura, di ironia e di impegno civile. […]

Tra le canzoni di ‘SOLO- dal vivo’ c’è anche uno splendido inedito, Come al cielo agli aeroplani. «E’ una canzone d’amore, che parla però di un amore maturo che ha creato dipendenza». […] E tra le sue canzoni, c’è n’è una a cui è particolarmente legato? «Ho fatto il ferroviere per venticinque anni, quindi scrivo solo quando ho qualcosa da dire e per necessità. Non c’è una preferita, ogni canzone è un figlio. E come dice Pino Daniele, ogni scarrafone è bello a mamma soja»”.

Fabio Ravera, IL CITTADINO DI LODI, 12 febbraio 2009

Lui è l’ultimo dei cantautori, l’ultimo a poter eseguire melodie classiche cantandoci sopra parole e storie antiche, è l’ultimo dei credibili, l’ultimo a poter trasformare il vecchio in poesia, l’ultimo a essere in grado di utilizzare gli insegnamenti di De André senza apparire scontato. Testa è l’ultimo ad utilizzare parole come “frontiera” riuscendo a darti il senso di avventura, di lontananza, di non ritorno, così ogni suo vocabolo, scritto o cantato ti si attorciglia addosso lasciandoti soltanto dopo averti convinto del suo significato. ‘SOLO, dal vivo’ non fa altro che stringere ancora più forte la tenaglia delle parole e della musica, ti entra ancora più dentro con l’aiuto della sola chitarra e la sua voce, se non l’hai mai sentita dal vivo, ti meraviglia tanto sporca e sincera. […]”

Fabrizio Galassi, KATAWEB, 11 febbraio 2009

[…]’Da questa parte del mare’ ha segnato un capitolo importante per Gianmaria Testa: un picco emotivamente intenso quanto esteticamente tornito e intellettualmente incisivo. Un disco dal vivo, con materiale tanto forte da presentare e un pubblico che finalmente si accorge di lui anche in patria, è uno sbocco piuttosto naturale. E tuttavia questo ‘Solo-dal Vivo’, così nudo e intimista, parte da presupposti diversi, pur appoggiandosi per quasi metà disco succitato. Una della sue molte esibizioni senza band alle spalle, scelta e pubblicata per la sua empatia speciale e la riuscita unica, quasi per necessità. […] Accompagnato solo da se stesso, dalla polvere della sua voce e dai chiaroscuri delle sue riflessioni, Gianmaria Testa perde necessariamente parte della tavolozza cromatica che così ricca si era fatta nel suo ultimo disco in studio. Ma come in una fotografia in bianco e nero, risaltano tutte le luci e le ombre che sostengono le architetture intellettuali di Testa. Che canta e parla posato e cauto, senza foga da retore e trattatista, ma rimane un fine intellettuale. Un intellettuale stagionato dagli spazi e dal tempo, dall’ascolto di albe e tramonti – “Polvere di Gesso” – e cioè da quelle esperienze che tutti teoricamente fanno, ma pochi si fermano a meditare. […] Perché, consapevole della necessità di un nucleo anticonsistente al di là degli arrangiamenti, Gianmaria Testa in ogni canzone, come in un frutto, lascia il nocciolo. Così, addentandolo, ti accorgi che arriva davvero un albero.”

Giancarlo Maero, KRONIC, 9 febbraio 2009

[…]’ Non era previsto. Quel concerto era stato magico, testimoniava benissimo il rapporto pacifico tra me e il pubblico. […] E’ una sorta di bootleg ufficiale acustico: solo io e la mia chitarra.’

Curioso, per uno come lei che ha collaborato con tanti musicisti. ‘Perché una canzone funzioni, bastano un testo e una melodia. Poi puoi vestirle e rivestirle, ma presentarle nude al pubblico è un grande atto di sincerità. Forse un’operazione rischiosa, ma ci sono abituato. Tutti i dischi dal vivo sono monchi, anche i dvd: manca la fisicità. Bisogna accontentarsi’.

Un live coincide spesso con un bilancio. ‘Non ho rimpianti, ma i primi dischi li ricanterei diversi. Parlo proprio dell’uso della voce, all’inizio canti senza anche accorgertene. La tecnica la impari con gli anni, e io non sono neanche troppo veloce. Per ogni serata scelgo una trentina di brani. Poi sul momento, seguo la curva del concerto in base agli stimoli del pubblico. La scaletta la decide la gente, anche se non se ne rende conto’. […]

Ci si rivede nell’immagine “Brassens delle Langhe? ‘Sì e no. E’ vero che il mio imprinting è stato Il gorilla, il brano di Brassens tradotto da De André. Lo sentii quasi di nascosto da un amico, a casa mia quella musica non si ascoltava. Passare da Rita Pavone a Il gorilla fu una rivoluzione. Capii che anche in Italia si poteva usare la canzone per comunicare qualcosa di importante. […]”

Andrea Scanzi, LA STAMPA, 8 febbraio 2009

Per fortuna in questo periodo non si vive di solo Sanremo e i bei dischi ai quali rivolgere lo sguardo non mancano. […] Un disco nel segno dell’understatement, dei sussurri interiori, della riflessione intima, che attraversa l’anima senza fare rumore, dove la musica, sommessa, dai colori tenui, fluisce con garbo antico, volando basso e in direzione contraria all’enfasi e alla platealità. Un album dalla dimensione raccolta, ricco di emozioni sottocutanee, come ormai è nello stile di questo chansonnier dalla voce sgualcita e dal talento letterario che di gran lunga è superiore a quello musicale e canoro. […]”

Carlo Argiolas, L’Unione Sarda, 8 febbraio 2009

Finalmente un live. Da solo, come facevano una volta i cantautori: voce e chitarra davanti al pubblico che ti guarda silenzioso, curioso di sentire, di apprezzare, di applaudire. Una magia che si costruisce insieme canzone per canzone fino a prendere confidenza e canticchiare tra sé e sé in mezzo agli altri che fanno la stessa cosa. Eccolo Gianmaria Testa, già di per sé abbastanza minimalista nello scegliere gli strumentisti che lo accompagnano, regolare una ventina di canzoni in solitudine al pubblico romano. Pare di vederlo, seduto su uno sgabello con maglione e giacca accarezzare la sua chitarra, piegare la testa di lato e sussurrare con una smorfia Il valzer per un giorno, Piccoli fiumi, perle che vengono sciorinate con dolcezza e con un’intensità che non si raggiunge in tutti i concerti. […] La riuscita di un album ‘solo’ è una bella scommessa, non tanto per saggiare la forza e il carisma del suo autore, ma anche e soprattutto per capire se una canzone è in grado di reggere senza un particolare abbellimento musicale. Le canzoni di Gianmaria Testa sono sempre più pregne di consapevolezza ed empatia, ingredienti indispensabili per entrare nella sempre più stretta cerchia delle composizioni d’autore.”

Roberto Caselli, JAM, 6 febbraio 2009

Gianmaria Testa non è un virtuoso della chitarra, o della scrittura musicale: è semplicemente un virtuoso del racconto, della «malinconia». Testa però è anche qualcosa di più. E’ un poeta dalla voce scavata, rugosa, vissuta, profonda come una caverna. I suoi testi arrivano a raccontare il dietro le quinte della vita: è facile ritrovarsi nelle sue storie, è facile ritrovare profumi di una scrittura che evoca in tutte le sue partenze, lontananze, esilii forzati e volontari, notti passate a ruminare i pensieri, sogni spenti come il mozzicone di una sigaretta, le pagine di Jean Claude Izzo, autore (qualcuno ricorderà ad esempio il suo romanzo Marinai Perduti) al quale Testa dedica uno splendido brano, Ritals. […]”

Helmut Failoni, CORRIERE DI BOLOGNA, 6 febbraio 2009

[…] Già in passato sul palco dell’ex chiesa, Testa torna al Diavolo protagonista del primo video della sua carriera: ‘E’ un posto speciale, che ha un’anima forte – ribadisce il cantautore cuneese – Se dovesse chiudere, Asti sarebbe certamente più povera’. Un luogo tanto speciale da non essere soltanto la scena del video, ma anche la prima data del tour: il concerto si terrà il primo marzo. […] ‘E’ una bella realtà – aggiunge Paola Farinetti – perderla sarebbe un peccato, è ormai patrimonio della città’.[…]”

Valentina Fassio, LA STAMPA SPETTACOLI, 4 febbraio 2009

Ad Asti lo si era notato, due anni fa, che Gianmaria Testa è un artista schivo. Al Diavolo Rosso aprì il suo concerto, accompagnato da una piccola band, quasi in sordina. A rompere il ghiaccio ci pensò poi la sua voce, intensa e calda come poche. Il cantautore cuneese confessa un certo imbarazzo per l’appuntamento di oggi, martedì, di nuovo al Diavolo Rosso, proprio nei giorni in cui l’associazione lancia una campagna di finanziamenti. Non un concerto, ma le riprese per il video della sua nuova canzone, Come al cielo gli aeroplani. Proprio come Paolo Conte pochi mesi fa – ma senza sapere dell’illustre precedente – Testa ha scelto la scenografia della ex chiesa di San Michele per il suo primo clip musicale: «La proposta di fare un video – spiega – mi ha lasciato un po’ spiazzato. Per cui ho voluto che almeno il posto fosse familiare: il Diavolo Rosso è un luogo con un’atmosfera unica». E per ricambiare il Diavolo dell’ospitalità, Testa salirà sul palco del locale domenica 1 marzo per un concerto evento che anticiperà il successivo tour europeo, in programma dal 24 marzo. Prima di Roma, Milano, Parigi e Vienna, insomma, Testa sarà in piazza San Martino per presentare il suo ultimo disco, uscito da un paio di settimane. […] Unica eccezione del disco è proprio Come al cielo gli aeroplani, un brano inedito incentrato sulla storia di un amore maturo (ma non è autobiografico, assicura Testa) che il cantautore ha registrato in studio con l’accompagnamento di alcuni musicisti. Per il concerto del 1 marzo, comunque, Testa seguirà l’impostazione del nuovo disco e si presenterà al pubblico – come dice il titolo – da solo, un modo di suonare che gli piace molto: lo definisce un “parlarsi franco”, un rapporto uno a uno con chi ascolta. E aggiunge: «Sarà il mio personale contributo alla causa del Diavolo Rosso, un posto che se dovesse chiudere lascerebbe numerosi orfani. Mi piace la laicizzazione culturale fatta in quella chiesa sconsacrata, mi sembra un buon modo per non fare mercanzia di un luogo che è stato sacro. Sarà un Diavolo, ma non è blasfemo, è in linea con la spiritualità di quelle mura». Dopo Giorgio Conte, il Diavolo scopre così un altro amico pronto a devolvere l’incasso della serata per aiutare l’associazione che lo gestisce a proseguire l’attività. “

Enrico Parinossi, LA NUOVA PROVINCIA, 3 febbraio 2009

[…] Migliori parole delle sue, francamente, non sapremmo trovare, a presentare un disco dal vivo che è l’esatto contrario delle leccate, stucchevoli produzioni spacciate da ‘live’. […] Lui, la chitarra, il pacchetto di sigarette, il bicchiere di vino per arrotondare la voce, i commenti e le canzoni come venivano: e quella sera era uno spolvero di stelle benedicenti. Era uno di quei momenti in cui la ritrosa, gentile poesia di Testa innerva pennate semplici e bellissime, sulle sei corde, a far galleggiare il legno scuro di una voce malinconicamente stropicciata. Passano gli anni, le storie che racconta il maestro ferroviere acquistano sedimento, calcare, incrostazioni petrose di realtà, o, come in uno specchio, si vestono con le piccole piume calde del sogno. Cronaca di un incanto. Non annunciato.”

Guido Festinese, ALIAS, 31 gennaio 2009

Pare incredibile ma il cantautore, proverbialmente più celebre Oltralpe che in madrepatria, non aveva ancora realizzato un live. Classici proposti in solitudine all’Auditorium di Roma e un inedito in studio. Saporito”.

LIBERO, 31 gennaio 2009

Nella carriera di un artista è quasi una tappa obbligata. Un disco ridotto all’essenziale, spogliando di tutto ciò che non sono l’artista stesso, presente in voce e cuore, e il suo strumento, spesso una chitarra. Ma SOLO – dal vivo di Gianmaria Testa è qualcosa di diverso (e di più) rispetto a quegli album privati, che sembrano catturati di nascosto piazzando un microfono in camera e registrando l’artista mentre suona e canta (innanzitutto) per sé. […] Va da sé che Solo sia un cd prezioso, nel quale le canzoni di Testa si mostrano così come sono nate, e anche le imprecisioni tecniche – dalla registrazione del concerto non era previsto un cd – rendono il tutto magico e più autentico. […] Ciò che conta è ascoltarli di fila, come al concerto, abbandonandosi alla voce ruggine del loro autore, che li trasforma in tappe di un viaggio in solitaria nel mondo.”

Lorenzo Vigano, CORRIERE DELLA SERA MAGAZINE, 29 gennaio 2009

Nel 2007 l’ultimo album in studio di Gianmaria Testa ‘Da questa parte del mare’ si è aggiudicato la Targa Tenco come miglior album. Una grande soddisfazione per il cantautore cuneese che a quasi due anni di distanza decide di dare alle stampe il suo primo album dal vivo della sua ultradecennale carriera. […]”

ROCKOL, 26 gennaio 2009

[…] CANZONE DI CUORE, anima e voce, anarchica per istinto e per la prima volta pubblicata su disco in versione live. E’ il debutto su album in versione dal vivo per Gianmaria Testa, canzone d’autore nelle Langhe, chansonnier italiano scoperto dalla Francia, nei negozi di dischi con il suo primo live della carriera, Solo, Dal vivo. […] Per conquistare la ribalta internazionale, la sua canzone è dovuta passare oltralpe, dove qualcuno lo ha notato tempo fa, mettendolo alla prova. […] Poi Parigi, New York passando per Montreal e Roma, la musica di Gianmaria Testa ha suonato ovunque, conquistandosi anche un angolo tra le righe dei romanzi, come quelli dell’amico e scrittore francese Jean Claude Izzo. […]”

Carlo Mandelli, il caffè SPETTACOLI, 26 gennaio 2009

[…]Scrittore di terra e di razza (terra e razza sono quelle di Pavese e dei Fenoglio, tanto per dire pane al pane), Gianmaria Testa così introduce, nel booklet interno, questo suo Solo- dal vivo. […] Oltre la scrittura, quindi, che è di terra e di razza, c’è la musica. E poi la voce, che ora dice (quando parla, ma talvolta anche quando canta: sussurra, allude, accarezza) e ora segue le altezze di una melodia. Tutto ciò che può fare una persona sola, appunto: scrivere un testo e una musica, e poi andare in giro a cantarli con una chitarra come unica compagna. Gianmaria si è messo a farlo con una certa frequenza, e ora ha decido di documentare, anche, questa sua dimensione spoglia, essenziale. […] Il resto è linfa pura, molto del meglio che il cuneese ha saputo regalarci in quindici anni di attività (quella documentata, almeno), anche se, a ben vedere, c’è pure un secondo inedito, La nave del collega barese Angelo Ruggiero, conosciuto ai tempi di Recanati. Con quel brano, docile e deduttivo, Testa apre talora i suoi concerti. Come qui, appunto. Poi, dalla flagranza di Dentro la tasca di un qualunque mattino allo sferragliare gerarchie di merito, con una sezione centrale quasi tutta dedicata all’ultimo album, ‘Da questa parte del mare’ (otto presenze, interrotte dalla sola, sempre trascinante Polvere di gesso), e per il resto gemme pescate un po’ qua un po’ là. Da gustare da cima a fondo.”

Alberto Bazzurro, L’ISOLA CHE NON C’ERA – RECENSIONI, 26 gennaio 2009

Parliamo dell’inizio: i dischi di Gianmaria Testa, se li si ama, si continua ad amarli. Quindi anche questo è un prodotto di grande classe, proposto con il consueto stile, le solite magnifiche canzoni. […] Ci sono canzoni che macerano il cuore in una tazza di pernod e altre che sono come il Greco di Tufo sotto il sole caldo del mezzogiorno. Il repertorio è quello, con una buona selezione che privilegia ‘Da questa parte del mare’, ma non siamo certo qui a parlare delle canzoni di Gianmaria! Sono belle, lo si sa. E l’inedito conferma la capacità di Testa di giocare partite corpo a corpo coi sentimenti e uscirne vittorioso. […] ‘Solo dal vivo’ è un disco non fondamentale per chi conosce tutto di GianMaria (e ha già questi brani in altre versioni), ma da consigliare caldamente a chi volesse entrare in contatto col mondo di uno dei nostri migliori cantautori. E per noi fedeli appassionati resta l’attesa per un nuovo disco di inediti dai GianMaria che prima o poi dovrà arrivare. Questo live serve a diluire i tempi dell’attesa e renderli meno duri.”

Giorgio Maimone, LA BRIGATA LOLLI, 23 gennaio 2009

[…]La dimensione live è quella che più si addice a un artista intenso e comunicativo come Gianmaria Testa. Per questo non stupisce più di tanto che sia arrivato questo disco dal vivo, registrato all’auditorium Parco della Musica di Roma, fotocopia della pregevole performance andata in scena lo scorso novembre al Palazzo della Regione di Mantova. In questo disco “Solo”, l’artista piemontese canta, va bene, ma soprattutto si confronta col pubblico, gli parla, spiega il perché delle sue canzoni “armato” solo della sua chitarra. Insomma c’è Gianmaria Testa per quello che è e che vuol dire con le sue canzoni. Oltre ai pezzi storici del cantautore, ci sono anche due gradite sorprese: una all’inizio e una alla fine. […] Insomma un disco “necessario” per Gianmaria che, siamo certi, non deluderà i fan del cantautore piemontese.”

E.S. , LA VOCE DI MANTOVA – ALTA FEDELTA’, 16 gennaio 2009

[…] Le sue canzoni sgorgano da sorgenti d’alta quota cantautorale. Musica e parole che bastano a se stesse. Spogliate da fronzoli, arrangiamenti, ricondotte alla malia originaria: rendono bene l’idea del microcosmo poetico del cantautore. […]”

Mario Bonanno, CULTURA BAZAR, 14 gennaio 2009

[…] Lui è Gianmaria Testa, il cantautore poeta che scrive sulla vita e fa riflettere la gente. […] Da quando ha mandato il Festival di Recanati la sua cassetta registrata chitarra e voce, vincendone il primo premio una prima volta nel ’93 e poi di nuovo nel ’94, sono passate un bel po’ di cose: sei dischi – Montgolfières (1995), Extra – Muros (1996), Lampo (1999), Il valzer di un giorno (2000), Altre latitudini (2003) e l’ultimo Da questa parte del mare (2006), più di 1500 concerti in Francia, Italia, Germania, Austria, Belgio, Canada, Stati Uniti, Portogallo, quattro serate tutte esaurite all’Olympia e una lunga teoria di articoli omaggianti sui principali giornali (“Le Monde” in testa).

IL TIRRENO, 13 gennaio 2009

TESTA grossa e rossa sotto un cespuglio selvatico di passioni e di idee. Sale e cervello sopraffino. Gianmaria Testa ha mani da contadino educato che grattugiano con pazienza le corde e intagliano i sogni. Quelli che non sono ancora volati via, palloncini stanchi sotto il velo delle ideologie in fuga. Passando da De Andrè, Vecchioni e Conte, non posso ritornare con affetto a Testa. E alla sua poesia di rotaie, nebbia e collina. ‘Solo dal vivo’ fotografa un miracolo quotidiano all’Auditorium di Roma. Lui alle chitarre, anche elettriche. Piero Ponzo, jazzista colto, al sax e all’harmonium indiano. Nicola Negrini al contrabbasso. Si procede per sentimento e talento, per sottrazione che non è disperazione. Non voglio fare torto a una sola canzone: sono un cielo di stelle. D’inverno. Ognuna al suo posto, nella costellazione che guida la nostra anima e conforta il cuore.”

Marco Mangiarotti, QN IL RESTO DEL CARLINO, 11 gennaio 2009

[…] E’ dovuto andare in Francia, Gianmaria Testa, per avere successo in Italia. Si è dovuto esibire in concerti all’Olimpya perché ‘la stampa italiana si accorgesse di lui. Ha pubblicato un concept-album come “Da questa parte del mare” per rendere omaggio alle migrazioni moderne. Nel disco si percepiscono profumi di De André, Greg Cohen, Bob Dylan, Marco Paolini ed Erri De Luca […].”

AGI NEWS ON, 9 gennaio 2009

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