Da questa parte del Mare

DA QUESTA PARTE DEL MARE 2006

A tre anni da “Altre Latitudini”, è uscito ad ottobre il nuovo lavoro discografico di Gianmaria Testa, un album “di svolta” sotto vari aspetti.
Si intitola “Da questa parte del mare” ed è un “concept album”, interamente dedicato ad un unico argomento, come se tutto l’album fosse un romanzo e le canzoni, tanti capitoli che insieme raccontano una storia.
Il tema, il filo rosso che cuce e tiene insieme tutte le canzoni, è quello delle migrazioni moderne. Una riflessione poetica, aperta e senza demagogia sugli enormi movimenti di popoli che attraversano questi nostri anni. Sulle ragioni, dure, del partire, sulla decisione, sofferta, di attraversare deserti e mari, sul significato di parole come “terra” o “patria” e sul senso di sradicamento e di smarrimento che lo spostarsi porta sempre con sé. A qualsiasi latitudine.

Gianmaria Testa


"Da questa parte del Mare"


November 14th 2006



Produzioni Fuorivia / RadioFandango / Harmonia Mundi


CD

#TitoloLength
1SEMINATORI DI GRANO [play] [lyrics]

SEMINATORI DI GRANO

[cincopa AYJAySrQHq_C]
Sono arrivati che faceva giorno uomini e donne all'altipiano
col passo lento,silenzioso,accorto
dei seminatori di grano
e hanno cercato quello che non c'era,fra la discarica e la ferrovia,e hanno cercato quello che non c'era,dietro i binocoli della polizia
e hanno piegato le mani e gli occhi al vento
prima di andare via

fino alla strada e con la notte intorno
sono arrivati dall'altipiano
uomini e donne con lo sguardo assorto dei seminatori di grano e hanno lasciato quello che non c'era alla discarica e alla ferrovia
e hanno lasciato quello che non c'era agli occhi liquidi della polizia
e hanno disteso le mani contro il vento che li portava via
3:12
2Rrock [play] [lyrics]

Rrock

[cincopa AELABSL-IOB-]
Ma non era così
che mi avevano detto il mare
no non era così
e poi tanto di notte
cosa vuoi mai vedere
quì c'è uno che grida
che dice ch'è tardi
e bisogna partire
qui c'è uno che grida
e si deve partire

e mio padre non c'è
è rimasto da solo a masticare la strada
perchè dice che tanto
sarà guerra comunque
e dovunque si vada
l'ho lasciato alla porta di casa
che sputava per terra
come fosse un saluto
l'ho lasciato che sputava per terra
come se fosse un saluto

ma non era così
che mi credevo di andare
no non era così
come un ladro, di notte
in mano a un ladro di mare
e mio padre alla porta di casa
che guardava per terra
come se avesse saputo
e mio padre che guardava per terra
come se avesse saputo
5:17
3Forse Qualcuno Domani [play] [lyrics]

Forse Qualcuno Domani

[cincopa A8HANR7kIS0-]
Forse qualcuno domani dimenticherà
Alla porta di casa una luce
dimenticherà
Accesa alla notte, accesa anche al giorno che arriva
Accesa alla notte e inutile al giorno che passa
che una luce di giorno è accesa soltanto chi guarda

Forse qualcuno domani
dimenticherà
alla porta di casa una voce dimenticherà
che parla alla notte
e parla anche al giorno che arriva
che parla alla notte
e il giorno che passa confonde
che una voce di giorno si spegne se nessuno risponde

Forse qualcuno domani dimenticherà
Alla porta di casa il suo nome dimenticherà
perduto alla notte e perduto anche al giorno che arriva
perduto alla notte e al giorno che passa e consuma
perchè un nome è perduto per sempre se nessuno lo chiama
3:47
4Una Barca Scura [play] [lyrics]

Una Barca Scura

[cincopa A4LAhRr5Iul_]
In fondo al mare canta
una sirena
Tutta la notte canta
e canta piano
per chi la vuol sentir
si sente appena
In fondo al mare canta
una sirena
E in mezzo al mare va
una barca scura
che ha perso il vento perso
dalla sua vela
e chi la sta aspettar
la aspetta ancora
In mezzo al mare va
una barca scura

In fondo al mare
In fondo al mar profondo
Ci lascio il canto mio che nn consola
per chi è partito e si è perduto al mondo
In fondo al mare
In fondo al mar
In fondo
4:31
5Tela Di Ragno [play] [lyrics]

Tela Di Ragno

[cincopa AQCA2SbqJCJA]
Sono una tela di ragno sospesa
Sono l'acqua che stagna marcita
Sono la crosta di sangue che piaga una vecchia ferita
Sono una mosca che sporca il bicchiere
Sono la brace che sporca il cuscino
Sono una sveglia che suona sbagliata di primo mattino
E?Sono un cane che abbaia di notte
Sono vernice che macchia il vestito
Sono un treno arrivato in ritardo che tutto è finito
E sono rogna patema imbarazzo
Sono un grumo di sale nei denti
Sono la chiave lasciata in ufficio che ha chiuso i battenti
Sono corrente che manca d'inverno
Sono ruota finita in un fosso
Sono quello che tende la mano? al semaforo rosso
Sono tempesta sul grano maturo
Sono singhiozzo che viene e non passa
Sono l'anello prezioso perduto nell'acqua più bassa
Sono un martello sul dito e sul muro
Sono una lettera che non arriva
Sono l'inutile cosa buttata che adesso serviva
Sono la coda nel posto sbagliato,gatto nero sull'itinerario,
coincidenza perduta partita da un altro binario
Sono la mano sudata che stringe
Sono zucchero al posto del sale
Sono l'amante tenuta segreta che chiama a Natale
E?Sono sabbia che punge nel letto,scarafaggio che ti sale addosso
Sono quello che tende la mano? al semaforo rosso
Sono polvere nell'ingranaggio
Sono il rovescio che non ha medaglia
Sono l'ago trovato con un piede in un mucchio di paglia
Sono biglietto vincente perduto
Sono il rubinetto che cola una goccia
Sono saliva sputata che arriva e offende la faccia
Sono la porta che batte sul naso
Sono rifiuto da chi non ti aspetta
Sono vergogna privata finita alla gogna di tutti
Sono la mano sinistra del caso
Sono silenzio che gela un saluto
Sono soccorso che arriva correndo ma a tempo scaduto
Sono la beffa che intossica il danno
Sono la cosa che voglio e non posso
Sono quello che tende la mano? al semaforo rosso
Sono la beffa che intossica il danno
Sono la cosa che voglio e non posso
Sono quello che tende la mano al? semaforo rosso
5:19
6Il Passo E L'incanto [play] [lyrics]

Il Passo E L'incanto

[cincopa A8CA8RLbJerA]
Di certi posti guardo soltanto il mare
il mare scuro che non si scandaglia
il mare e la terra che prima o poi ci piglia
e lascio la strada agli altri, lascio l'andare
e agli altri un parlare che non mi assomiglia

ma sono già stato qui
in qualche altro incanto
sono già stato qui
mi riconosco il passo

il passo di chi è partito per non ritornare
e si guarda i piedi e la strada bianca
la strada e i piedi che tanto il resto manca
e dietro neanche un saluto da dimenticare
dietro soltanto il cielo agli occhi e basta

e sono già stato qui
forse in qualche altro incanto
sono già stato qui
e misuravo il passo

ch'è meglio non far rumore quando si arriva
forestieri al caso di un'altra sponda
stranieri al chiuso di un'altra sponda
dal mare che ti rovescia come una deriva
dal mare severo che si pulisce l'onda

e sono venuto qui
tornando sul mio passo
sono venuto qui
a ritrovar l'incanto

l'incanto in quegli occhi neri di sabbia e sale
occhi negati alla paura e al pianto
occhi dischiusi come per me soltanto
rifugio al delirio freddo dell'attraversare
occhi che ancora mi sento accanto

ci siamo perduti qui
rubati dall'incanto
ci siamo divisi qui
e non ritrovo il passo

di certi posti guardo soltanto il mare
il mare scuro che non si scandaglia
il mare e la terra che prima o poi ci piglia
e lascio la strada agli altri, lascio l'andare
e agli altri un parlare che non mi assomiglia
questo parlare che non mi assomiglia
5:04
73/4 [play] [lyrics]

3/4

[cincopa AMAAKSrjJ6hB]
Volevo tenere per te,
la luna del pomeriggio.
Volevo tenerla per te,
perchè sola com'è solo il coraggio.
Volevo tenere per te,
la luce di quando fa giorno
e volevo che fosse per te
anche l'attesa che diventa ritorno...
E volevo tenere per te
la piu' vera di tutte le rose,
volevo tenerla per te,
come tutte le cose...
come tutte le cose.

Volevo tenere per te,
una sola di tante stagioni,
ma volevo che fosse per te
per te sola e tutti gli altri di fuori.
E volevo che fosse per te
anche l'ultimo fiato sospeso.
Volevo tenerlo per te,
questo fuoco che è acceso...
questo fuoco che è acceso.

Volevo tenere per te,
la luna del pomeriggio.
Volevo tenerla per te,
perchè sola com'è solo il coraggio.
E volevo tenere per te
la piu' vera fra tutte le rose
volevo tenerla per te
come tutte le cose...
come tutte le cose...
come tutte le cose.
4:27
8Al Mercato Di Porta Palazzo [play] [lyrics]

Al Mercato Di Porta Palazzo

[cincopa AULAnT7xJ2OC]
Al mercato di Porta Palazzo fanno la fila, fanno la fila
le femmine da ragazzo fanno la fila, fanno l'andazzo.
E si lasciano indovinare sotto le gonne, sotto le gonne.
E si lasciano indovinare sotto le gonne, le gonne nere.
E sopra il molo del caricamento fanno la coda, fanno la coda
gli uomini da bastone fanno la coda sul cemento.
E si lasciano perquisire sotto le giacche, sotto le giacche.
E si lasciano perquisire sotto le giacche da ricucire.
Ma una mattina di luna d'inverno c'era la neve, c'era la neve
sulla piazza succede un inferno e tutti a chiedersi: ?e come e dove?.
Dalla coda del caricamento qualcuno grida, qualcuno grida
sulla piazza di Porta Palazzo fra le ragazze si rompe la fila.
E ce n'è una sdraiata per terra sopra la neve che svapora,
ce n'è una sdraiata per terra e tutte le altre le fanno corona.
E alle 7 e 45 era già nato era già fuori,
alle 7 e 45 l'hanno posato sul banco dei fiori.

?Mi favoriscano un documento?, dice la guardia appena che arriva
trafelata dal caricamento per vedere che succedeva.
?Favoriscano un documento e anche qualcosa da dichiarare
questo è un caso di sgravidamento sul suolo pubblico comunale?.
Ma documenti non ce ne sono e neanche qualcuno che dica niente,
solo la gente che tira e che spinge attorno ai garofani e alle gardenie.
Documenti non ce ne sono e quasi più niente da documentare,
solo che un giorno di luna d'inverno tutta la piazza ha voluto il suo fiore.

Ritorna la coda dal caricamento, torna la fila, torna l'andazzo
degli uomini da bastone, delle femmine da ragazzo,
che si lasciano perquisire sotto le giacche, sotto le giacche,
che si lasciano indovinare sotto le gonne, le gonne nere.
3:41
9Ritals [play] [lyrics]

Ritals

[cincopa AsOASSbwJOvC]
Eppure lo sapevamo anche noi
l'odore delle stive
l'amaro del partire
Lo sapevamo anche noi
e una lingua da disimparare
e un'altra da imparare in fretta
prima della bicicletta
Lo sapevamo anche noi
e la nebbia di fiato alla vetrine
e il tiepido del pane
e l'onta del rifiuto
lo sapevamo anche noi
questo guardare muto
E sapevamo la pazienza
di chi non si può fermare
e la santa carità
del santo regalare
lo sapevamo anche noi
il colore dell'offesa
e un abitare magro e magro
che non diventa casa
e la nebbia di fiato alla vetrine
e il tiepido del pane
e l'onta del riufito
lo sapevamo anche noi
questo guardare muto
4:10
10Miniera [play] [lyrics]

Miniera

[cincopa AcGA1TLpJOXE]
Allor che in ogni bettola messicana
ballano tutti al suono dell'avaiana
vien di lontano un canto così accorato
è il minatore bruno laggiù emigrato
la sua canzone è il canto di un esiliato

cielo di stelle cielo color del mare
tu sei lo stesso cielo del mio casolare
portami in sogno verso la patria mia
portale un cuor che muore di nostalgia

nella miniera è tutto un baglior di fiamme
piangono bimbi spose sorelle e mamme
ma a un tratto il minatore dal volto bruno
dice agli accorsi se titubante è ognuno
io solo andrò laggiù che non ho nessuno

e nella notte un grido solleva i cuori
mamme son salvi tornano i minatori
manca soltanto quello dal volto bruno
ma per salvare lui non c'è nessuno
cielo di stelle cielo color del mare
tu sei lo stesso cielo del mio casolare.
portami in sogno verso la patria mia
portale un cuor che muore di nostalgia
3:20
11La Nostra Cittá [play] [lyrics]

La Nostra Cittá

[cincopa AoMAeQbPJ-HF]
E'
la nostra città
una città piccola
e non ci passano i tram
ma
ci passa il fiume
e sopra il fiume le foglie
e sopra le foglie il sole
che di novembre è un attimo
come di ferro lucido
delle città importanti
dove ci passano
i tram.
1:44

Musicisti :
Gianmaria Testa: voce, chitarra
Enzo Pietropaoli: contrabbasso
Gabriele Mirabassi: clarinetto
Claudio Dadone: chitarra
Philippe Garcia: batteria, percussioni
Paolo Fresu: tromba
Luciano Biondini: fisarmonica
Bill Frisell: chitarra elettrica
Greg Cohen: contrabbasso
Vittorio Piombo: violoncello
Piero Ponzo: sax
Piero Salvatori: violoncello
Sebastiano Severi: violoncello

Produzione : Paola Farinetti per Produzioni Fuorivia

Pre-produzione: Gianmaria Testa, Paola Farinetti, Claudio Dadone, Matteo
Testa, Luigi Testa
Direzione artistica e arrangiamenti archi: Greg Cohen
Registrato alla Fonoprint, Bologna (Italia) da Roberto Barillari
fonico aggiunto: Davide RovieriBill Frisell registrato al Track Shack, Seattle,
Washington (USA) da Matt Brown per Emerson77 Productions
Mixato: alla Fonoprint, Bologna (Italia) da Roberto Barillari
assistente di studio: Diego Ferri tranne Rrock e Tela di ragno mixate al
Brooklyn Recording Studio, New York (USA) da Andy Taub

Mastering: Maurizio Biancani – assistente di studio Fausto Demetrio
Fonoprint, Bologna (Italia)

Progetto grafico: Danilo Manassero – copertina: elaborazione grafica di Danilo
Manassero da una foto di Ivo Saglietti

Foto interne: Ivo Saglietti, Marco Caselli Nirmal. Per Bill Frisll: Jimmy Katz,
Luciano Viti

Traduzioni: Michelangelo Conoscenti (inglese) – Danièle Valin (francese) – Michael
Blümke (tedesco)

Edizioni : Produzioni Fuorivia/Radiofandango/Nunflower; tranne Miniera –
Edizione Bixio C.E.M.S.A.

Tutti i diritti riservati

Distribuito da Edel