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ALTRE LATIDUNI
Testa,
in questi anni, è andato per la sua strada, scrivendo buone
canzoni e scegliendo ottime frequentazioni musicali. E contesti
sempre stimolanti: dallo spettacolo teatrale Guarda che Luna,
fino al recital presentato a Mantova, circa un mese fa, al Festivaletteratura.
Lavorando così, senza l'assillo di comparire in tivù
e senza l'obbligo di vendere ad ogni costo. Testa si ritrova nella
felice condizione di essere l'unico cantautore italiano nuovo,
con una credibilità, un pubblico e la forza creativa necessaria
per firmare un album perfetto: Altre Latitudini, che esce il 24
ottobre,ed è -a oggi- uno dei migliori dischi dell'anno.
[G.Ferraris, Specchio, supplemento
de La Stampa, 11 ottobre 2003]
Quattordici canzoni scritte in trent'anni: tango bossanova, jazz,
e tanta poesia: il mondo del geniale capostazione che si racconta
accompagnato da celebri amici; canzoni d'amore e disamore verticale,
dalla terra alla luna, fra chanson e song, canzone e etno-jazz.
Antico e moderno, questo lavoro è il terzo sguardo di un
ragazzo adulto sui dettagli dei sentimenti quotidiani.
[M.Mangiarotti, Il Giorno ,18 ottobre
2003]
Gianmaria Testa come l'ultimo dei cantautori...,anzi degli chansonnier;
Testa è un geografo del cuore, un cartografo delle emozioni
e delle passioni narrate con nostalgia e ironia, con piglio post-contiano.
Di lui dice meraviglie nello scritto introduttivo del cd Erri
De Luca ("Le tue canzoni servono a un ragazzo per improvvisarsi
uomo, servono a un uomo per tornare ragazzo"), mentre Fausto
Mesolella degli Avion Travel lo mette alla prova affidandogli
il dialetto napoletano di "'Na stella": promosso a pieni
voti.
[F.V., Il Mattino , 20 ottobre 2003]
On plonge dans certaines oeuvres, livresques, musicales, picturales
comme on plonge dans certaines amours et certaines marées:
tout entier. Le sens, l'intelligence, la connivence, tout est
convié à ces rares rendez-vous... Le nouveau Testa
appartient à ces "atres latitudes". Après
le minimalisme acoustique de sa Valse d'un jour, il y a deux ans,
l'italien y revient à ces amours de cordes, et de cuivres,
d'échos latinos, de tempos jazz, de ballades élégantes.
Les instrumentistes qui l'entourent déploient sans ostentation
une musicalité étincelante. Sa voix s'y love pour
chouchoter amour et ailleurs, partage et pluie,fleurs d'hiver
et lucioles d'été....
[Anne-Marie Paquotte,Télérama
- 22 ottobre 2003]
…La canzone d’autore è stata e resta una delle
poche espressioni originali e vive della nostra musica contemporanea:
e non mancano, ad ogni stagione, conferme e importanti novità,
come testimonia – citazione d’attualità –
il nuovo album di Gianmaria Testa, che s’intitola “Altre
latitudini”: un disco molto maturo e gradevole, dove il
valore aggiunto di musicisti d’eccezione - primus inter
pares Enrico Rava – conferma l’evoluzione del lavoro
cantautorale verso una dimensione in cui il suono, quasi sempre
di estrazione jazzistica, va assumendo un’importanza crescente.
[G.Ferraris, La Stampa , 25 ottobre
2003]
A tre anni da "Il Valzer di un giorno", Gianmaria Testa
torna a calcare le scene col suo quinto album: Altre Latitudini.
I suoni acustici cui ha abituato il pubblico vengono qui impreziositi
da quelli elettrici delle chitarre di Fausto Mesolella degli Avion
Travel (pure autore della struggente 'Na Stella), dal mood mediterraneo
di Tuareg e da un manipolo di collaboratori quali Enrico Rava,
Rita Marcotulli, Pier Mario Giovannone (con cui ha scritto a quattro
mani Sei la conchiglia), David Lewis, e con la prefazione di Erri
De Luca.
[L. Marchiò, La Repubblica
, 26 ottobre 2003]
Si riaccendono i riflettori su Gianmaria Testa: il cantautore
cuneese porta il suo ultimo cd al Sociale di Alba, scegliendo
un ambiente a lui famigliare; mentre Oltralpe, dove già
poteva contare su un compatto sostegno di pubblico e critica,
le sue quotazioni continuano a salire: l'influente periodico Télérama
ha assegnato all'album il massimo dei voti...; Introdotto da uno
scritto di Erri De Luca e animato da uno stuolo di ospiti autorevoli,
Altre Latitudini è l'opera più ambiziosa concepita
fin qui da Testa.
[A.Campo, La Repubblica, 26 ottobre
2003]
E' incredibile che nell'era in cui la comunicazione musicale e
mediatica si fa sempre più sofisticata esista ancora qualcuno
in grado di trasmettere solo con i versi, la voce e la chitarra
emozioni complesse. E' quel che succede in questo "Altre
Latitudini"....
[M.Luzzato Fegiz, Corriere della
Sera, 29 ottobre 2003]
È un linguaggio quasi cinematografico il suo, in particolare
da cinema francese…la sua storia artistica ha coinvolto
persone che raramente porgono la loro opera a un semplice “cantautore”:
un termine che tra l’altro lo stesso disconosce nella sua
formulazione classica, e che appare superato da tempo...È
arrivato al suo quinto album senza urlare, ma penetrando un pubblico
che ora, anche in Italia, si è fatto attento. Fra i suoi
versi, terra, tramonto e ciò che è concreto trovano
una collocazione lirica che non li rende puri scenari funzionali:
la retorica è bandita perché le parole sono in sottrazione,
mirano a non debordare e a descrivere piuttosto che a infiocchettare
[G. Este – J.Barozzi, Il Mucchio,
ottobre - novembre]
Coup de coeur total. C'est Gianmaria Testa, tel qu'on l'aime,
chef de gare capable de suspendre le temps sur une goutte de pluie,
poète au Je et à toi avec l'amour, chansonnier des
petites choses simples. Quel beau recueil de chansons il a fait
là. On déguste Altre Latitudini avec autant de bonheur
que ses précédents bouquets....., cette symbiose
entre musique et poésie, son grain de voix si intelligement
moulé au propos.
[G.Bourgault-Coté, Le Soleil,
Quebec , 1 novembre 2003]
Gianmaria Testa, la romance de l'autre Italie. Gianmaria Testa,
auteur, compositeur et interprète italien, a bati son histoire
artistique "en faisant le chef de gare", dans la plus
pure tradition des cantautori italiens. Ce Piémontais,
rebelle au suivisme, promène une moustache anarchique,
des lunettes cerclées de fer façon Fernando Pessoa,
des costumes élimés, et tient à portée
de main un paquet de cigarettes brunes et une guitare de bois.
Qu'est-ce qu'un disque? La photo d'un moment avec des lumières
qui changent, mais comme il dit "l'honnêteté,
c'est dire ce à quoi l'on croit. Dans un parcours individuel,
on peut sortir une chanson, la regarder, la montrer, simplement."
[V.Mortaigne, Le Monde, France ,1-
2 novembre 2003]
Con Altre Latitudini, il suo nuovo album, Gianmaria Testa ha confezionato
forse il suo miglior disco. E' un lavoro particolarmente curato,
dove nulla stona e nulla è fuori posto, vissuto su un suono
pieno e un pugno di canzoni intime.
[E. Deregibus, Kataweb Musica ,4
novembre 2003]
A otto anni dal suo primo disco, Montgolfières, e a tre
dall’ultimo, Il valzer di un giorno, quest’ultimo
Altre latitudini, pur ricercando sempre la purezza dei suoni e
le atmosfere acustiche, allarga notevolmente gli orizzonti sonori,
includendo perfino le chitarre elettriche. Le «latitudini»
a cui il titolo allude non sono quelle geografiche, ma quelle
del cuore e le 14 canzoni che vanno a comporre questo album sono
quasi tutte canzoni d’amore, d’amore trovato o perso,
alcune più ironiche…altre più melanconiche…,altre
ancora, a dispetto delle parole che usa, più solari e orientate
alla speranza…:tutte ugualmente poetiche e rarefatte.
[La Repubblica, 6 novembre 2003]
L’analogia è banale, visto che siamo nel cuore delle
Langhe. Eppure efficace. Osservando il pubblico accorso al Teatro
Sociale per lo spettacolo in cui Gianmaria Testa presenta il disco
Altre latitudini, alla domanda«che bisogni soddisfano le
sue canzoni?», uno si risponde «gli stessi che fanno
la fortuna dei ristoranti di cucina tradizionale». Niente
fast food, né nouvelle cuisine. Le cose di una volta: vecchi
sapori e ricette semplici. Dobbiamo chiamarla slow music? Potrebbe
funzionare.
[A.Campo, Diario, 7 novembre 2003]
Ici,
on lui trouve évidemment tous les charmes d’une Italie
mélancolique - volets entrouverts sur une rue ombreuse,
pavés usés par le temps, marbre fourbu, crépi
écaillé,sourires doux-amers,éclats de voix
lointains suspendus dans l’air
Depuis deux ans, son étoile monte dans le ciel italien
et il chant maintenant plus dans son pays qu’en France.
A partir de lundi au Café de la Danse, à Paris,
il vient donner une série de concerts de ce côté-ci
des Alpes pour accompagner la sortie de son cinquième album,
Altre Latitudini.
[B. Dicale, Le Figaro, 9 novembre
2003]
Sabato sera non c’era un posto libero in sala e i biglietti
erano già esauriti da diversi giorni. Segno di un gradimento
costante per un cantautore che può contare un pubblico
affezionato e attentissimo. Così è stato l’altra
sera, in un’atmosfera di vellutata intimità, favorita
dai racconti sussurrati dalla voce sapientemente arrochita di
Testa. Attratti dall’andare ondeggiante delle canzoni, gli
spettatori hanno seguito un concerto elegante, poetico, coinvolgente.
[E. Quattrini, Gazzetta del lunedì,
10 novembre 2003]
L’amour et le non - amour. « Les thèmes de
ses chansons sont d’un classique intemporel». Mais
ne comptez pas sur Gianmaria Testa pour “pousser la chansonnette”
ou plutôt la canzonetta. Le chanteur italien appartient
à l’école des Leonard Cohen, Ben Harper ou
encore Georges Brassens et Bob Dylan, les tenants de «l’autre
chanson».
Mélancolique (parfois), poétique (toujours), Gianmaria
tient avant tout à son espace de liberté. Il ne
veut pas considérer la chanson comme un métier.
Il a
«fait» l’Olympia il y a maintenant six ans,
deux fois le New Morning, et il tourne en Allemagne, en Suisse,
en Belgique, au Québec. Et bien sûr dans «ses»
deux pays, l’Italie et son pays d’adoption, la France,
qui l’a lancé en 1995 dans le grand ciel de la carrière
avec Montgolfières.
Gianmaria peut composer à son rythme chansons, paroles
et musiques. Des textes très courts, quasi lapidaires,
pour une petite musique tendre et amère.
[J.-L. Lemarchand, La Tribune, 10
novembre 2003]
Gianmaria Testa est un chanteur italien atypique. Il a inventé
une chanson transalpine qui emprunte beaucoup à son homologue
française, tout en restant profondément italienne,
proche de la tradition des grands chanteurs d’antan. C’est
la France qui a fait connaître Testa à l’Italie…Il
sort son cinquième album, Altre Latitudini, des ballades
acoustiques, des histoires d’amour douces – amères,
des petits poèmes sur le temps qui passe.
[B.D., Libération, 10 novembre
2003]
Il chante, avec toute l’humilité qui le caractérise,
les coquillages, les Touaregs et les lucioles du mois d’août.
L’univers suave de l’Italien à moustaches –
chef de gare de son métier – exhale les souvenir
d’enfants, odorants et colorés. Ses mélodies,
bercées par les sonorités italiennes et une jolie
nostalgie, donnent à ce cinquième album Altre Latitudini
(Harmonia Mundi), la douceur d’un songe moelleux dans lequel
le public glisse avec bonheur.
[Le Figaro Etudiant, 10 novembre
2003]
Quattordici le composizioni vestite di jazz di Altre latitudini
e quattordici i musicisti coinvolti, ma il trio che accompagnava
Testa dal vivo non solo non fa rimpiangere l’organico allargato,
ma porta nuova linfa alla manciata di composizioni selezionate
dagli album passati, a cominciare dalle tensioni dinamiche di
Polvere di gesso…Se Ponzo conferma la sapienza, ma anche
il gusto per l’inventiva…è uno spettacolo in
sé l’intesa a prima vista fra Garcia (innovativo
nell’uso di cajon, djembe e megafono) e Pietropaoli, maestro
nel suono robusto del contrabbasso, sobrio e indispensabile con
lo strumento elettrico…Testa ha tutti i motivi per essere
soddisfatto del risultato finale
[A. Surian, Il Manifesto, 14 novembre
2003]
Il nuovo cd lo consacra tra i grandi della canzone d’autore.
Voce avvolgente, come quella di un «Cyrano nascosto nel
giardino che insegna al maschile smemorato come bussare a un bacio
di ragazza», scrive il poeta Erri De Luca, e compagni di
viaggio con cui condivide da tempo le sue musiche tra il jazz
e il pop arrangiate da Piero Ponzo, con camei di Enrico Rava,
Rita Marcotulli, Gabriele Mirabassi, Mario Brunello.
[L.Cabasès, L’Unità,
23 novembre 2003]
Testa’s work is resolutely intimate, as insidious as a twilight
fog and as beguiling as the touch of silk. Testa’s fifth
album, Altre latitudini (Other latitudes), serves up a program
of the haunting, highly personal songs that have won him a cult
following in Europe…Marcotulli and trumpeter Enrico Rava
bring a wistful touch to the disarming ballad “Nient’altro
che fiori” while Testa’s seductive growl and Enzo
Pietropaoli’s sassy double bass reveal the roguish undercurrents
in “Dentro al cinema”. Altre latitudini’s top-notch
session musicians also include Piero Ponzo and Gabriele Mirabassi
(both on clarinet) and David Lewis (trumpet), with Fausto Mesolella’s
electric guitar adding a luscious wash of wah-wahs and a bluesy
twang to Testa’s customary acoustic arrangiaments (“Tuareg”,
”Voce da combattimento”). Still, there’s something
about the simplicity of guitar and melodica (as on “Potrai”)
that best shows off the earthy warmth of this extraordinary artist,
whose smoky tones and beautifully crafted melodies always find
their way straight to the heart.”
[M. L. Rosenberg, Time out, 15-22
January 2004]
Gianmaria Testa, possiede l’aura degli artisti che giungono
al successo grazie a percorsi inconsueti, lontani dai compromessi
dell’industria musicale…I casi della vita hanno voluto
che i suoi primi tre dischi siano stati prodotti in Francia, e
in cinque anni si è imposto come artista di talento in
tutta Europa: la stampa è stata unanime nell’individuare
in lui uno dei più importanti autori italiani attuali…«Altre
latitudini» è un disco semplice e forte allo stesso
tempo
[C.F. Conti, La Stampa, 21 gennaio
2004]
Emerso nei primi anni ’90 alla rassegna della canzone d’autore
di Recanati, («Manacore» e «Un aereoplano a
vela») Testa è stato protagonista di una vera impresa
in un panorama discografico così poco attento ai nuovi
autori, imporsi come autore colto e raffinato semplicemente attraverso
concerti e canzoni…
Ma l’album, inizialmente distribuito solo in edicola, e
pur costituito da materiale così poco commerciabile, si
è rivelato un grande successo e «Il viaggio»,
«Sono belle le cose», «Dentro la tasca di un
qualunque mattino», «Le donne nelle stazioni»,
e la splendida «Piccoli fiumi» (scritta e lanciata
inizialmente da Nada) si sono fatte conoscere come delicate perle
di melodia e parole.
[F.Liberi La Repubblica 21 gennaio
2004]
Assente da Roma da un bel pezzo Gianmaria meritava un concerto
in un luogo come l’Auditorium, perché gli appassionati
romani non hanno ancora potuto ascoltare dal vivo i brani del
suo ultimo e richiestissimo album Altre latitudini. Uno di quei
dischi di classe che saltano fuori molto di rado.
[F. Zampa, Il Messaggero, 22 gennaio
2004]
Musica senza etichetta all’ennesima potenza. O se preferite
«Altre latitudini», come titola l’ultimo disco
di Gianmaria Testa…Sul disco tutto funziona, tutto scorre
fra sussulti dell’anima (Erri De Luca scrive nelle note
di copertina «le tue canzoni servono a un ragazzo per improvvisarsi
uomo, servono a un uomo per tornare ragazzo») e distese
melodiche dal respiro largo e cullante.
[H.Failoni, La Repubblica, 23 gennaio
2004]
Una forte personalità artistica e un raffinato talento
poetico sono le caratteristiche di Gianmaria Testa…Grandi
musicisti sul palco, dal sassofonista Piero Ponzo (anche arrangiatore),
a Enzo Pietropaoli al contrabbasso, al francese Philippe Garcia
alla batteria e con la straordinaria partecipazione di Mario Brunello
al violoncello, contribuiranno a diffondere le note dell’ultimo
album dell’artista piemontese, “Altre latitudini”…
Testa è un vero artista della parola, capace di creare
testi di efficace espressività. Musicalmente l’album
attinge a diverse fonti, dal jazz, alla musica araba, persino
al rhythm’n blues, con prevalenza di atmosfere acustiche
grazie anche alla collaborazione di grandi musicisti.
[E. Marsigli, Il Messaggero, 23
gennaio 2004]
Poesia e jazz, piccole storie che parlano d’amore intrecciate
in un tessuto sonoro di vellutata malinconia. Su queste latitudini
viaggia il cantautore cuneese Gianmaria Testa giunto al suo quinto
episodio discografico e grazie al quale, si spera, possa finalmente
raccogliere qui in Italia quei consensi che in Francia hanno già
decretato da tempo la sua arte…Altre latitudini si snoda
lieve e fragrante, arricchito da arrangiamenti essenziali grazie
all’apporto musicale di grandi ospiti…Un bel disco
che fa poesia con le note, ma anche musica con le parole.
[G. Longo, Chitarre, gennaio 2004]
Con Altre latitudini Gianmaria Testa giunge alla completa maturità,
trovando definitivamente dimora nell’Olimpo del cantautorato
DOC, non solo nazionale: un album che contribuisce a confermarlo
tra i migliori songwriter europei.
I quindici brani, alcuni stellari, qui racchiusi non prestano
il fianco a debolezze compositive, per un lavoro destinato a essere
ricordato per l’uniforme qualità degli episodi, per
la convincente progettualità e, non da ultimo, per l’apporto
fondamentale donato dai collaboratori.
[E. Pavoni, Audio Review, gennaio
2004]
Subtle songs of love from Italy. Other latitudes could be a perfect
title for a world music compilation, but this new album from Italian
singer – guitarist Gianmaria Testa is no such patchwork.
It’s a mature and consistent recording, based on thought-provoking
lyrics, evocative love songs and melodies that sounds like they’ve
been distilled from the Piedmontese rain.
He displays a passion for ballads and a delicate ability to borrow
the right flavours from jazz (‘Dentro al cinema’),
the Carribean (‘Sei la Conchiglia’) and Oriental sounds
(‘Tuareg’)
[World music song lines, February
2004]
Gianmaria Testa ha uno stile soffuso, profondo, una tessitura
musicale di assoluto valore. Un percorso che si è fatto
man mano personalissimo. Insomma Testa ha una voce propria, e
– a buon diritto – inconfondibile. I francesi, che
la sanno lunga su come saggiare la bontà della filigrana
della musica, gli hanno tributato applausi a scena aperta all’Olympia
e gli hanno prodotto i primi dischi…
Sa unire alla grande ricerca stilistica testi che non smettono
di far pensare o provare sensazioni: piccole poesie in cui –
sulle note ‘colte’ che evocano sentori di tango, jazz,
bossanova, habanera, valzer – le solitudini si allungano
tra le nebbie nordiche, la gamma dei sentimenti si allarga. Semplicità
e stile, popolarità e cultura.
[La Nazione, 10 febbraio 2004]
His low voice dripping with romance, longing, and maybe just a
little joy, Gianmaria Testa enchants on this CD. The minimal arrangements
– guitar with some accordion here, some whimsical horns
there – leave his whisper – singing to work its magic
on your heart. English translations are provided, but unnecessary
to convey the weight of emotion and experience Testa brings to
his music. Not just for Italians or world music lovers, this is
a smoky Italian nightclub for your ears.
[S. A. Stevens, Kaos spin the Globe,
17 February 2004]
Un cantautore, la sua musica, i suoi testi, le sue poesie, le
sue note. Gianmaria Testa prosegue nel suo percorso artistico,
fra i più originali e autorevoli della musica d’autore
italiana degli ultimi anni…Testa ama la musica e ama le
parole. Le due cose scorrono insieme con un delicato senso del
ritmo, una costante attenzione che non ammette scivolature e banalità,
una discreta attestazione autorale che non cerca congetture strambe
e iperboliche rivelazioni. Ma Testa ama, come tutti i veri autori,
sperimentare e innestare nuovi semi sui rami più collaudati.
Così nascono e si evolvono i suoi lavori discografici,
così crescono le sue collaborazioni (vedi ad esempio quelle
con Paolini), così le sue performances svariano dalla drammaturgia
al reading, dal jazz al recital, dalla canzone cantata e arrangiata
alla canzone recitata e interpretata
[G.Rizza, Il Manifesto, 24 febbraio
2004]
He’s been called the Italian Leonard Cohen, and given the
quiet intensity, hushed gruffness of voice and romance of image,
the comparison is apt…Altre Latitudini (Others Latitudes)
is a departure from the singer’s last guitar/voice-only
recording; while still primarily acoustic, it features a range
of styles and instrumentation. As for the location of these latitudes,
they’re not so much geographical or musical as they are
points of reference for poet’s soul.
[L.Robbins, Globe & mail, 18
March 2004]
Se descorre el telón y èl està allì,
sentado en un taburete de bar, guitarra acústica en bandolera,
como si hubiera estado esperàndote todo el rato. Vestido
de oscuro, con americana. Bigote morsa, cabellera escarola cenicienta
que deja al descubierto una frente clàsica de progre. Gianmaria
Testa, cantautor de afición convertida en oficio, ferroviario
de oficio convertido en afición. Testa pertenece a esa
curiosa estirpe de cantautores del norte de Italia que ejercen
una profesión paralela que nada tiene que ver con la escena.
Mientras, compone canciones de vidas que en los trenes se cruzan
y se alejan (« …vers mon oubli » precisaba Brassens).
« Las mujeres en las estaciones/ las mujeres siempre hay
alguien esperàndolas », canta Testa.
Testa canta a los aviones, a los globos aerostàticos, al
coche, a los amantes que se besan en los puentes de Roma y a la
ciudad largha. « Es tan largha la ciudad/ que en esta niebla
que baja/ te parece como si las casas se desvanecieran/ solo nosotros
estamos aùn aquì/ sentadosun rato/ esperando ».
Testa es un tipo sincero que va contàndote sus cosas sin
prisas. Habla con propriedad, pesando las palabras, sin forzarlas
nunca, màs bien acariciàndolas.
Crónicas sencillas, metidas dentro de valses, tangos, bles,
habaneras y baladas. La melancolìa solitaria del calrinete
o el saxo (excelente Piero Ponzo) concede al discurso una densidad
pocas veces escuchada.
[A. Fancelli, El Paìs, 23
marzo 2004]
Gianmaria Testa, cantautor italiàno de 45 anys, natural
del Piemont i autor de cinc discos, actuava per primer cop a Barcelona
superant les muntanyes i el desconeixement general de la seva
existència. Malgrat ser un desconegut per a la gran majora,
L’Espai va a mostrar una interessant enrada, amb prolifaració
de rotres coneguts com Jabier Muguruza, Marina Rossel i Paco Ibáñez.
Testa és l’hereu natural de la cançó
d’autor italiana. Les cançons de Gianmaria Testa
són delicades. Cançons interpretades amb veu molt
italiana, profunda i lleugerament trencada, que de vegades sembla
recitar més que cantar.
[J.M.Hernàndez Ripoll, AVUI,
25 marzo 2004]
Scrive splendide canzoni, ha un modo di offrirle assai piacevole,
ama mescolare la sua musica con il jazz e altri ingredienti, è
un cult artist adorato da mezza Europa e ha il dono straordinario
di un’ironia sottile, dell’arte di prendersi in giro
da soli… Gianmaria Testa vi proporrà i brani del
suo ultimo album Altre latitudini, uno di quei dischi di classe
che saltano fuori molto di rado: quattordici canzoni che colpiscono
subito, che vi godrete in versione live ma che poi sarà
bene riascoltare più volte per entrare meglio nell’atmosfera
ormai rara di una musica elegante. Preparatevi a navigare con
lui nelle latitudini del cuore, dei sentimenti, delle sensazioni
che si provano davanti, intorno, prima e dopo l’amore. È
un viaggio che vi resterà impresso
[F. Zampa, Il Messaggero, 19 maggio
2004]
Abrité sous une pochette carmin, le disque Altre Latitudini
(Autres latitudes) est une sorte de portrait de l’amour,
observé sous divers angles. Pour offrir un juste panorama,
le chanteur s’est proposé de jouer la carte de la
diversité. Diversité temporelle, avec des pièces
fraîchement écrites et d’autres, telle Una
lucciola d’agosto pondue lorsqu’il avait 14 ans, ainsi
que diversité stylistique puisque Testa pose ses vers sur
des airs folk, jazz, blues et même rock.
[N.Houle, Le Soleil, 7 juillet 2004]
Fue jefe de estación y hoy responsable de línea,
además de cantautor. Nació en el Piamonte italiano,
aunque publicó su primer disco y dio su primer recital
en Francia hace casi diez años. Le acompañan músicos
de jazz como la pianista Rita Marcotulli, el clarunetista Gabriele
Mirabassi o el trompetista Enrico Rava. Una voz cálida
para catorce historias amorosas en un disco intimista desbordante
de belleza y ternura.
[C. Galilea, El País, 11
septiembre 2004]